Trentanove migranti sbarcano in Puglia: “scaraventati in acqua dagli scafisti”

Lecce – Sono trentanove, tra cui tre minorenni, i migranti rintracciati ieri a Santa Maria di Leuca (Lecce) da carabinieri e polizia provinciale quasi certamente dopo uno sbarco. Si tratta per lo più di pakistani, ma anche indiani e cingalesi. Gli investigatori li hanno trovati stremati mentre tentavano di salire su pullman di studenti pendolari. Gli immigrati hanno raccontato di fare parte di un gruppo di circa 60 persone che era bordo di un’imbarcazione. In prossimità della costa salentina, sarebbero stati scaraventati in mare dagli scafisti e costretti a raggiungere la riva a nuoto. Gli immigrati sono stati condotti nel centro di primo accoglienza “don Tonino Bello” di Otranto. Per tre di loro si è invece reso necessario il ricovero in ospedale per le profonde escoriazioni. Una trentina di migranti è invece sbarcata ieri sera sulla costa calabrese, nel comune di Bianco (Reggio Calabria). È il secondo sbarco in poche ore: nella mattinata, infatti, i carabinieri avevano rintracciato una decina tra egiziani e siriani, e arrestato l’egiziano Ahmed Abdelkader, che secondo l’accusa avrebbe dovuto agevolare il trasferimento degli immigrati nel nord Italia. E proprio dei diritti degli immigrati è intervenuto ieri monsignor Giancarlo Perego, Direttore generale della Fondazione Migrantes: “Mentre la politica sforna proposte di legge contraddittorie se non peggiorative sul tema della cittadinanza, dalla società civile e dalla realtà ecclesiale arriva una richiesta di cambiamento”.