Card. Vegliò: arte circense “custode e testimone” del messaggio di fratellanza

Città del Vaticano – Il Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti si “associa” alla Giornata Mondiale del Circo che si celebra domani definendola una “lodevole” iniziativa, che “mira a far conoscere alla società l’alto valore socio-culturale e antropologico del circo”. “Mi congratulo – scrive il presidente del dicastero vaticano, il card. Antonio Maria Vegliò – con tutti coloro che contribuiscono a fare di questa giornata un evento di particolare importanza, proiettando uomini e donne di tutti i continenti oltre le frontiere e le barriere culturali e sociali. Questa ricorrenza, in effetti, è uno strumento straordinario per sollecitare tutti ad apprezzare e ad approfondire il messaggio della solidarietà e della fratellanza, di cui l’arte circense è custode e testimone”.“Mi compiaccio – scrive ancora il porporato in un messaggio al presidente della Federazione Mondiale del Circo, Urs Piltz – al pensiero che nel corso di questa speciale giornata, in un clima di comunione e di dialogo, di apertura e di accoglienza, numerose persone di ogni età potranno ammirare ciò che costituisce l’essenza della vita circense, la sua vocazione e identità”. Domani i circhi di tutto il mondo apriranno ai visitatori i loro battenti per testimoniare – sottolinea il card. Vegliò nel messaggio firmato anche dal sottosegretario del dicastero padre Gabriele Bentoglio – quei valori che da sempre caratterizzano la tradizione circense, come l’amore per la famiglia, la premura per i piccoli, l’attenzione ai disabili, la cura dei malati, la valorizzazione degli anziani e del loro patrimonio di esperienze [ … ] il dialogo tra le generazioni, il senso dell’amicizia, il gusto del lavoro di squadra”. Dopo aver ricordato l’incontro che i circensi hanno avuto con papa Benedetto XVI lo scorso 1 dicembre il card. Vegliò sottolinea che con questo messaggio esprime “la riconoscenza della Chiesa alle associazioni e agli artisti circensi di tutto il mondo. In particolare, il pensiero va a quei circhi che, con coraggio e generosità, si recano in Paesi colpiti da guerre, da violenze e da calamità naturali, per offrire a tante persone sofferenti – specialmente ai bambini e agli anziani – momenti di pace, di spensieratezza e di gioia”.“La Chiesa –conclude – guarda con fiducia al mondo circense, caratterizzato da queste disposizioni umane e impegnato a costruire la fraternità universale e la comunione tra le persone e tra i popoli”.