Gregge, non branco

Roma – Le travagliate vicende istituzionali dell’ultimo fine settimana hanno reso ancor più forte l’impatto del brano del vangelo di Giovanni che abbiamo ascoltato ieri. Il suo gregge riconosce la voce di Gesù, il Buon Pastore, in un rapporto profondo la cui priorità non è quella di dettare a Dio le nostre idee e i nostri punti di vista, ma anzitutto quella di aprirci all’incontro con l’Altro. E’ proprio di questa disponibilità che abbiamo ogni giorno più bisogno, in un panorama in cui la logica del branco, intessuta di opportunismo e di chiusure, sembra farla da padrone in molti ambiti del vivere civile, persino in quello in cui dovrebbe brillare la forma più alta della carità, cioè la politica, come la definiva Paolo VI. Ben venga, allora, l’esser ‘gregge’, purché il Pastore sia quello giusto! (mons. Domenico Pompili)