Cécile Kyenge: “sono italo-congolese no di colore”

Roma – “Credo che non sia un’espressione giusta. O si dice di che colore ho la pelle oppure, meglio, si dice il mio paese di origine, o al limite che sono di ‘origine straniera’”. Così la neo ministro dell’Integrazione Cécile Kyenge commenta la definizione, data alla sua nomina, dalla stampa iotaliana: ikl primo ministro “di colore”. “Nel mio caso – dice – si dovrebbe dire italo-congolese, così come si parla di italo-americani, anglo-francesi… Rende di più la persona di cui si parla e soprattutto racchiude la doppia appartenenza, l’identità doppia”.
Kyenge attribuisce grande importanza alla comunicazione. Gli da molto fastidio la parola “negro”,  “un termine peggiorativo, dispregiativo: in origine aveva un significato molto diverso, ora dà fastidio”. Bocciato senza appello anche “vu’ cumprà”, ma è inappropriato anche “extracomunitario, oggi usato invariabilmente come sinonimo di persona straniera. E’ attraverso le parole giuste – conclude – che si possono contrastare le discriminazioni”.