Roma – “Sono nera e me ne sento fiera. Non sono di colore”. Lo ha ribadito questa mattina il neo ministro per l’Integrazione Cecile Kyenge, nel corso di una conferenza stampa nella Sala polifunzionale della presidenza del Consiglio, la prima del suo mandato.
“Sono italo-congolese: appartengo a due culture, a due Paesi, ho una doppia identità”, ha aggiunto, sottolineando che è arrivato il momento di “usare la terminologia giusta”. E parlando dei recenti attacchi alla sua persona Kyenge ha detto che a queste accuse “sta rispondendo l’atteggiamento e la solidarietà che arriva dagli italiani”. L’Italia – ha detto – ” non è un paese razzista, ma ha una tradizione e una cultura dell’accoglienza e dell’ospitalità”. Secondo il ministro il razzismo è “non conoscenza dell’altro e delle altre culture”. La squadra di governo deve “valorizzare” la tradizione di accoglienza e ospitalità del nostro Paese”. “Bisogna abbattere i muri”, ha poi aggiunto ricordando che in Emila, dove vive, con il terremoto sino caduti i muri e senza muri “ci si è incontrati e aiutati vicendevolmente”.
E rispondendo alle domande dei giornalisti Kyenge ha detto che occorre “dare risposte ai tanti figli di stranieri che nascono e crescono in Italia e non si sentono ne’ italiani ne’ del Paese di origine dei loro genitori”. Cecile Kyenge si dice convinta che si possono “cambiare le cose attraverso un percorso condiviso, modificando innanzitutto il linguaggio e l’approccio verso queste persone”. Per questo vuole lavorare insieme ai suoi colleghi di governo, soprattutto quello dell’Interno, del Lavoro e dell’Istruzione. L’integrazione – ha sottolineato – comincia già sui banchi di scuola, e si estende a tutti i settori, dove ognuno deve fare la propria parte per un cambiamento culturale”. (Raffaele Iaria)



