Aversa – Bilancio positivo per la giornata conclusiva della II Festa dei Popoli, iniziativa organizzata dalla diocesi di Aversa in collaborazione con diverse associazioni e istituti scolastici del territorio. A distanza di soli otto mesi dalla prima edizione, “abbiamo deciso di promuovere occasioni di incontro e confronto sempre nuovo proprio per fare crescere l’attenzione su queste tematiche”, osserva mons. Angelo Spinillo, vescovo di Aversa. Da qui, l’idea di spalmare la manifestazione su un’intera settimana di seminari e workshop in cui si è discusso di cittadinanza attiva e giustizia, tutela del lavoro e sviluppo sociale del territorio, salute pubblica e accoglienza degli stranieri.
“Una sorta di peregrinatio – prosegue il vescovo Spinillo – per poter comunicare la ricchezza della Festa dei Popoli al maggior numero di persone possibile”. Il momento conclusivo è stato vissuto domenica scorsa in una gremita piazza Municipio con la “Giornata dei Popoli – Laboratori, arte, musica e gastronomia”: sette ore per celebrare popoli in festa, favorire la conoscenza e l’integrazione dei fratelli immigrati, promuovere i valori della solidarietà e del volontariato. Dopo l’apertura degli stand di prodotti tipici e artigianato, il solenne momento della preghiera con il vescovo Spinillo, che ha voluto ricordare la Pasqua ortodossa caduta quest’anno nella prima domenica di maggio. In serata, spazio ai canti e balli popolari ucraini, alla danza africana dei Gunà Percussion perché “da sempre, in Africa, la danza scandisce quotidianamente il ritmo della vita”, al coro gospel di Castel Volturno e ai “figli di Bottai” della Chiesa San Pietro Apostolo di Caivano. Sensibilizzare, dunque, e “stimolare l’attenzione all’umanità” sono i risultati che la diocesi aversana si è prefissata attraverso questa settimana di eventi. “Dobbiamo proseguire su questa strada – affermano don Nicola Barbato dell’Ufficio Migrantes e don Peppino Esposito dell’Ufficio per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso – perché la Chiesa ha l’obbligo morale e cristiano di dialogare con l’uomo avendo il Vangelo tra le mani. Solo così la nostra vita, come quella di Gesù, sarà segnata da servizio e condivisione e riusciremo a veicolare la Parola di Dio”. (Riccardo Dell’Aversana – Avvenire)



