Festa dei popoli a Roma: una Gerusalemme in terra

Roma – Si è svolta ieri, in Piazza San Giovanni in Laterano, a Roma, la XXII edizione della Festa dei Popoli. Alle 9.00 del mattino si è dato inizio alla giornata di condivisione, con l’apertura degli stand e si sono intraprese le varie attività proposte. Alle ore 12.00 si è svolta la Celebrazione Eucaristica, presieduta dal vescovo ausiliare mons. Matteo Zuppi, all’interno della Basilica Lateranense. Una vera esperienza mistica. “Mentre stava compiendosi il giorno della Pentecoste, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. Venne all’improvviso dal cielo un fragore e riempì tutta la casa dove stavano. Apparvero loro lingue come di fuoco e tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue”(At 2, 1-11). Questo è il miracolo che ha coinvolto l’intera assemblea di fedeli. Una Liturgia ordinaria che ha assunto dello straordinario. Letture e canti si sono susseguiti come una vera e propria staffetta linguistica. Dal francese al romeno; dal libanese al brasiliano; dall’eritreo all’italiano. Una condivisione ideale, che non è passata tanto dalle parole in sé, quanto dal contenuto che esse annunciavano. Facendo di un assemblea geneticamente estranea, carne viva ed unificata di un solo centro, di un unico cuore. Alla fine della celebrazione, i popoli si son sparsi sul sagrato della Basilica e dintorni, ove erano disposti i vari stand, per la distribuzione dei piatti tipici delle diverse etnie presenti. Una vera Agape comunitaria. Una piccola Gerusalemme in terra. Una città dell’utopia. Questo è il clima che si è creato, oggi, nel cuore di Roma. Scambi di sorrisi. Condivisione di piatti. Dono spontaneo del proprio companatico tra sconosciuti, nel mondo, ma fratelli riconosciuti nello spirito della fratellanza. Un clima goliardico. Una “passeggiata nel mondo”, passando dall’est Europa, all’Africa nera. Un entusiasmo fresco e genuino accompagnato da un sottofondo di balli e musiche multietniche. La Festa ha offerto una reale possibilità di condivisione. Un terreno neutro dove l’altro, lo straniero, siamo tutti e nessuno. Esempio di come, indossando le lenti della fratellanza, si può vivere in un clima di non giudizio, di rispetto, di scambio, di aiuto e riconoscimento reciproco, in modo gratuito e naturale. Questa è l’opportunità concreta che ha donato la Festa dei Popoli: vivere la gratuità delle relazioni e la condivisione dei propri valori. Ove il mio non è meglio del tuo, e assume valore se condivido quanto porto io e accolgo quel che porti tu. (Cristina Orfanò)