Il Papa incontra la Conferenza Episcopale Italiana

Città del Vaticano – Si è conclusa con il saluto personale a tutti i vescovi italiani la celebrazione di questa sera nella basilica di San Pietro per il rito della “professione di fede” voluta dalla Conferenza Episcopale Italiana nell’Anno dedicato alla Fede e momento culminante dell’Assemblea generale che si concluderà domani in Vaticano.
Con ognuno dei presuli Papa Francesco ha scambiato qualche battuta raggiungendoli nei posti dove loro erano seduti  preferendo, così, essere lui a recarsi da ognuno invece di far formare la  fila.
Nel rivolgersi ai vescovi il papa si è concentrato sulla figura del Pastore:​ essere tali “vuol dire anche disporsi a camminare in mezzo e dietro al gregge: capaci di ascoltare il silenzioso racconto di chi soffre e di sostenere il passo di chi teme di non farcela; attenti a rialzare, a rassicurare e a infondere speranza. Dalla condivisione con gli umili la nostra fede esce sempre rafforzata: mettiamo da parte, quindi, ogni forma di supponenza, per chinarci su quanti il Signore ha affidato alla nostra sollecitudine”. Ha quindi sottolineato come “fra questi, un posto particolare riserviamolo ai nostri sacerdoti: soprattutto per loro, il nostro cuore, la nostra mano e la nostra porta restino aperte in ogni circostanza”.
Prima dell’inizio del rito a salutare il pontefice è stato il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, che ha espresso “la gioia del primo incontro” col nuovo pontefice da parte di tutti i Vescovi italiani e “il desiderio di riconoscerci nella fede nel Signore Gesù e partecipi del mistero luminoso della Chiesa”.
Il card. Bagnasco ha richiamato il “groviglio di situazioni e di occupazioni, che a volte diventano anche preoccupazioni”. Notando come siamo “posti in una società complessa, in cui convivono mondi e linguaggi diversi, non sempre coerenti tra loro – ha detto  – viviamo l’unità della comunione ecclesiale come una grazia e una missione. È questa appartenenza, infatti, a consentirci l’annuncio del Vangelo e la testimonianza fiduciosa della carità, innanzitutto attraverso il dono di noi stessi”. Ha quindi evidenziato “l’attenzione operosa e quotidiana con cui le nostre parrocchie aprono le porte a quanti sono provati dal perdurare della crisi economica” anche per via della “crisi pubblica, che travaglia le nostre famiglie” e che “tocca in realtà le radici stesse dell’uomo e investe la figura e il progetto del suo destino”. A questo riguardo ha fatto riferimento all’impegno della Chiesa italiana in questo decennio, dedicato al tema dell’educazione come grande emergenza e occasione di un nuovo e diffuso annuncio del Vangelo. Proprio su questo impegno educativo, il presidente dei Vescovi italiani ha poi sottolineato che “la presenza e il ruolo che la Chiesa svolge in Italia sono un contributo di prima grandezza, ancora più evidente in una stagione difficile e delicata come l’attuale”. “Ci anima – ha poi proseguito – la sollecitudine di aiutare tutti, credenti e non credenti, a ritrovare fiducia nella vita, consapevoli che proprio dal Vangelo discende la proposta di una vita buona, di una vita riuscita”.
“Avete tanti compiti: il dialogo con le​ istituzioni politiche è un compito vostro”, ha detto il Papa rispondendo subito, a braccio, al presidente dei vescovi italiani aggiungendo che questo”non è facile: “avete anche il lavoro di fare forti le conferenze regionali in regioni tanto diverse, non è facile nemmeno questo. E poi forse ridurre un pò le diocesi: sono tante è un po’ pesante, ma c’è una commissione per questo”.
All’incontro hanno partecipato, oltre ai vescovi, personale della Cei, di religiosi e religiose, e di una folta delegazione del laicato cattolico con i responsabili delle principali aggregazioni e movimenti. L’incontro è stato – come ha ricordato anche il card. Bagnasco, il momento conclusivo della visita ad Limina Apostolorum delle 226 diocesi italiane, iniziata con Benedetto XVI e proseguita in questi mesi con Papa Francesco. (Raffaele Iaria)