Albanesi in Italia: oltre mille al pellegrinaggio di Genazzano

Genazzano – Il santuario della Madonna del Buon Consiglio a Genazzano (RM), quest’anno ha accolto circa un migliaio di pellegrini albanesi provenienti non soltanto, come ormai per tradizione da più di 15 anni, dai diversi centri pastorali di immigrati sparsi in Italia, ma anche dalla stessa Albania, dal Kosovo e dalle missioni cattoliche di emigrati in Svizzera. Questo eccezionale numero di presenze è dato dall’incontro degli albanesi in Vaticano con Papa Francesco previsto per il 29 maggio in occasione dell’Anno Costantiniano. A presiedere le due celebrazioni delle ore 12:00 e delle ore 18:00 è stato il presidente della Conferenza Episcopale Albanese mons. Angelo Massafra, a cui si sono uniti come concelebranti mons. Cristoforo Palmieri, vescovo di Rreshen, mons. Luçjan Augustin, vescovo di Sapa, mons. Zef Gashi, arcivescovo di Bar- Antivari in Montenegro, mons. Gjergj Doda, vescovo di Prishtina in Kosovo, il Provinciale dei Francescani P. Gazmend Tinaj, il direttore dell’ufficio Migrantes di Roma, mons. Pierpaolo Felicolo e circa 15 altri sacerdoti che hanno accompagnato i loro gruppi. Questa circostanza così particolare, che ha unito gli immigrati albanesi in Italia agli altri pellegrini di lingua albanese provenienti dalle loro nazioni ed emigrati in altre, fa ritenere questo annuale appuntamento come un ormai consolidato raduno in cui gli albanesi con la gioia nel cuore esprimono il loro grazie alla Vergine loro protettrice, familiarmente invocata come Madonna di Scutari (Zoja e Shkodres), che mantiene vivo in loro l’amore per la terra d’origine ed il legame ai valori cristiani della famiglia. Guardare l’immagine di Maria significa rivedere unite ai piedi di Lei le famiglie divise dall’emigrazione.
“Legati alla Vergine per essere fiduciosi nella misericordia di Dio: questo è il senso del pellegrinaggio, questa è l’espressione della fede del nostro popolo albanese che anche in emigrazione riesce a testimoniare con la preghiera la vittoria della fede sulle difficoltà umane”; così ha esordito il metropolita di Scutari, mons. Angelo Massafra, nell’omelia della prima celebrazione. E sullo stesso spirito le celebrazioni eucaristiche e le manifestazioni di svago che si sono susseguite durante la giornata hanno manifestato la gioia di ritrovarsi insieme, ma soprattutto il grido di speranza dell’emigrato che chiedeva alla Vergine di essere Lei il fulcro ed il punto di unione di tutti gli albanesi sparsi nel mondo. “Këtheu o Zoja e Këshillit të mirë” sono le parole del canto tradizionale alla Vergine che hanno accompagnato l’immagine lungo le strade della cittadina laziale; gli albanesi con l’inno chiedevano alla Vergine di ritornare in Albania, da dove la tradizione vuole che l’immagine si fosse miracolosamente allontanata nel 1465, e benedire il popolo albanese. “Ritorna – dice il canto popolare – per accompagnare i tuoi figli lungo le strade del mondo dove sono dispersi”, nella speranza che, aggiungiamo noi, gli albanesi emigrati in tutto il mondo possano essere sempre un unico popolo che rende onore alla propria terra e nel mistero eucaristico ritrovare il senso dell’unità. (don Pasquale Ferraro – Coordinatore nazionale per la pastorale immigrati albanesi in Italia)