L’ONU richiama l’UE: più diritti ai migranti

Roma – Le crescenti competenze assunte dall’Unione Europea nel campo dell’immigrazione? Non sempre sono state accompagnate da corrispondenti garanzie di tutela dei diritti dei migranti e, in particolare, di quelli irregolari. Questo l’avvertimento lanciato dal relatore speciale ONU sui diritti umani dei migranti, François Crèpeau. Il suo rapporto sulla gestione delle frontiere UE verrà presentato domani e venerdì a diverse istituzioni Europee a Bruxelles. “All’interno delle strutture istituzionali e politiche della UE, il controllo delle frontiere e dell’immigrazione sono stati sempre più integrati in un quadro di sicurezza che enfatizza gli aspetti legati alla politica, alla difesa e alla criminalità rispetto a un approccio basato sui diritti”, ha detto Crèpeau durante la presentazione del suo rapporto all’ONU. A partire dal maggio dello scorso anno, il relatore speciale ONU ha compiuto uno studio della durata di un anno per esaminare i diritti dei migranti nella regione euro mediterranea, concentrandosi in particolare sulla gestione delle frontiere esterne della UE. Crèpeau ha visitato due Paesi di transito, quali la Turchia e la Tunisia e due dei principali punti di ingresso nella UE, quali la Grecia e l’Italia. In particolare, per quanto riguarda il Belpaese, il relatore speciale ha compiuto una visita tra il 29 settembre e l’8 ottobre 2012, con tappe a Roma, Firenze, Palermo, Trapani, Bari e Castel Volturno, incontrando le autorità a livello nazionale e locale, organizzazioni della società civile e gruppi di immigrati. E pur riconoscendo che l’Italia ha sviluppato “un ampio apparato di leggi e politiche volte alla gestione delle frontiere e dell’immigrazione irregolare – sostiene Crèpeau nel suo rapporto – molto rimane da fare per assicurare il pieno rispetto dei diritti umani dei migranti”. “Lamento che all’interno del contesto politico della UE l’immigrazione irregolare rimane ampiamente vista come un problema legato alla sicurezza che deve essere fermato”, afferma il relatore speciale ONU, sottolineando che “la sistematica detenzione degli immigrati irregolari viene vista come uno strumento legittimo nel contesto della gestione dell’immigrazione in ambito UE, nonostante non sia dimostrato che la detenzione agisca da deterrente”. (Avvenire)