Padova – Le comunità dei cattolici africani francofoni in Italia si sono ritrovati a Padova per il loro pellegrinaggio annuale. Questo evento, il più importante dell’anno per queste comunità, ha come scopo quello di favorire maggior conoscenza e condivisione tra i fedeli e tra le comunità in modo di sostenersi reciprocamente nel cammino della fede e nell’esperienza di integrazione nel tessuto della chiesa italiana. Altresì questo evento è opportunità di dare una corale testimonianza della ricchezza culturale e spirituale dell’Africa la quale può rendere più autenticamente cattolica anche la Chiesa particolare dove l’esperienza migratoria ci ha portato. In questo senso, dopo aver vissuto questa esperienza a Roma presso San Pietro partecipando all’Angelus del Papa (2007-2009) e a Loreto presso il santuario mariano tra i più significativi per la Chiesa in Italia (2010-2012), in quest’anno della fede è stato Padova ad accogliere per la prima volta il pellegrinaggio nazionale e l’incontro delle comunità dei cattolici africani francofoni in Italia. Il tema trattato in questo evento è stato “Sarete miei testimoni a Gerusalemme e in tutta la Giudea, la Samaria e fino all’estremità della terra” (At. 1,8) Un tema dell’evangelizzazione centrato sulla testimonianza di cui queste comunità ed ogni suo membro sono chiamati a farsi carico, in quanto pietre vive per l’edificazione della Chiesa di Dio. In realtà, i padovani hanno da sempre accolto una moltitudine di pellegrini, ma mai cosi specifico nell’origine: cioè da avere tra le mura del santuario questo gran numero di africani francofoni. Lo ha sottolineato Padre Enzo Maria Poiana, Rettore del Santuario nel darci il benvenuto nella basilica di Sant’Antonio. In questo vedeva, il padre Rettore, un segno della provvidenza avere un così gran numero di pellegrini di origine dell’Africa francofona proprio dopo che circa un anno fa la reliquia del Santo sia andata in pellegrinaggio per la prima volta in Africa ed in un paese francofono: il Benin. I pellegrini erano più di 700 africani francofoni con loro cappellani venuti da varie città e diocesi d’Italia: Roma, Tivoli, Civita Castellana, Frascati, Verona, Vicenza, Parma, Bologna, Modena, Pordenone, Treviso, Vittorio Veneto, Cuneo, Lodi, Milano, Bergamo, Forlì, Faenza, e non potevano mancare i fratelli della comunità francofona di Padova. Tutti insieme per annunciare al mondo che sono certo diversi per i paesi di provenienza, Benin, Burkina Faso, Camerun, Congo democratico, Congo Brazzaville, Costa d’avorio, Gabon, Senegal, Togo, Mauritius, ect… ma sono altrettanto uniti per mezzo della fede in un unico Dio, Padre, Figlio e Spirito Santo ed insieme formano la grande famiglia di Dio dei cattolici africani francofoni in Italia. Il raduno è iniziato alle ore 9 quando il parcheggio del prato della valle si è visto riempito da pullman e pulmini e i fedeli in cammino verso la Basilica. Alle 10.30 nel chiostro del Beato Luca Belludi inizia il primo momento della catechesi animata con le lodi accompagnate da ritmi, balli, dialetti e gesti diversi ma in un’armonia tipica della cultura africana. La catechesi del Coordinatore nazionale si è tenuto sul testo degli Atti degli Apostoli 1,6-11. Questo testo è stato il tema che ha guidato questa festosa giornata e sarà anche il tema dei prossimi due anni come ha annunciato Don Denis Malonda. Questo testo ci riporta infatti all’ultimo momento che Cristo Risorto ha trascorso con i discepoli e quindi contiene le ultime raccomandazioni fatte agli apostoli. Per questo il suo annuncio va sentito come una missione che ognuno di noi, cristiani africani francofoni immigrati in Italia abbiamo da testimoniare non solo con le parole e il lavoro, ma anche con una vita di fede nella comunione con i nostri pastori. La catechesi è stata quindi un esortazione a vivere l’esperienza di fede nel contesto migratorio che ci è proprio come una testimonianza del pellegrinaggio del Vangelo di Salvezza partito da Gerusalemme. Questo Vangelo è giunto fino all’Africa, nelle nostre nazioni, le nostre città, i nostri villaggi, le nostre tribù ma non si è fermato lì. Infatti siamo qui testimoni che questo Annuncio di Salvezza, anche dall’Africa continua il suo pellegrinaggio e ora giunge di nuovo l’Italia nelle sue città, nel suo tessuto sociale in ogni senso poiché lo abbiamo portato con noi dalla nostra Africa a questa amata terra italiana da cui sono partiti tanti missionario per il mondo. Qualcosa forse si sarà perso e sarà caduto lungo la strada e noi piccoli e poveri, lo riportiamo con gioia e fierezza per scrivere insieme a tutti i cattolici la storia della nostra Salvezza in questo mondo diventato un villaggio globale. Alla fine della catechesi, Don Elia Ferro, delegato diocesano Migrantes è venuto a portare il saluto dell’Arcivescovo e della Chiesa di Padova ricordandoci che siamo parte integrante della Chiesa Italiana. Alcune comunità hanno illustrato la catechesi del giorno con la propria testimonianza, condividendo momenti ed esperienze particolari della vita della propria comunità nell’inserimento ecclesiale nella diocesi. La celebrazione eucaristica nella basilica è stato il momento centrale dell’incontro. La messa in Francese con i canti nelle lingue africane come fa ognuna di queste comunità è stata molto partecipata come espressione di una profonda comunione profetica di ciò che solo l’eucaristia sorgente di vita e di amore, può operare nelle nostre comunità e nella vita di tutti. Grande è stata l’emozione da parte di tutti così che non si sentiva neanche il peso del tempo che inesorabilmente scorreva.
Dopo esserci saziati alla mensa della Parola e dell’Eucaristia, ci siamo diretti alla “missione africana” per proseguire e concludere la giornata con la condivisione dell’agape, la seconda parte delle testimonianze e canti e balli al Signore con i ritmi dell’orchestra di Roma.
La giornata si è conclusa con la preghiera finale di affidamento a Maria Madre della Chiesa e Regina degli Apostoli. (D.M.)



