Intercultura: ieri a Trento la premiazione del concorso “Qui nessuno è straniero”

Trento – I nuovi media per raccontare la realtà, in particolare quella dell’intercultura, dell’incontro fra culture diverse, che ha oggi come teatro soprattutto la scuola. Questi i temi al centro del concorso per testi e immagini “Qui nessuno è straniero”, nato nell’ambito del laboratorio permanente di Officina Medio Oriente, la manifestazione che si tiene a Trento con cadenza biennale. Al concorso – organizzato dall’associazione Dialogos in collaborazione con la Provincia autonoma di Trento-assessorato alla solidarietà internazionale e convivenza, e con il quotidiano l’Adige – hanno partecipato studenti delle scuole superiori, ai quali è stato chiesto di esprimere, attraverso video, tweet e foto, il loro pensiero sulla “normalità” dell’intercultura. Ieri, infatti, la presenza di ragazzi stranieri – o meglio di “nuovi trentini” – nelle aule scolastiche, fianco a fianco con quelli di origini trentine, è una realtà assodata, vissuta dai giovani come assolutamente normale.  Un video, un tweet e una foto, dunque, per esprimere il concetto che in Trentino “nessuno è straniero”, come ricordato in apertura della breve cerimonia dall’assessore Beltrami, ideatrice di Officina Medio Oriente. “Stiamo via via cancellando dal nostro vocabolario tutta una serie di parole che non andavano più bene – ha detto l’assessore – parole come tolleranza, integrazione, straniero. Prendiamo quest’ultima: quand’è che uno finisce di essere davvero straniero per qualcun altro? Io 8 anni fa ho cambiato indirizzo, sono andata a vivere in un paese a 11 chilometri dal mio, e sono ancora una ‘foresta’. Siamo tutti potenzialmente stranieri verso qualcun altro e siano tutto impegnati a superare questo stato, pur senza rinunciare alla nostra identità”. Le ha fatto eco Linda Pisani, ideatrice del premio, che ha ripreso il ragionamento sulle parole. “Dall’esame dei lavori di chi ha partecipato al concorso emerge che ci sono parole che spaventano. Per alcune, come razzismo e odio, ce lo aspettavamo, ma fra queste abbiamo anche la parola nazionalità, che evidentemente fa pensare a nazionalismo, alla chiusura. Quali sono invece le parole che piacciono? Fra esse il termine tradizioni, il che è molto indicativo: ci si incontra, ci si mescola, ma a partire da ciò che si è. E poi anche le parole sogni ed eroi, fra questi ultimi Martin Luther King e Nelson Mandela ma anche David Gerbi, che è stato ospite di un’edizione di Officina Medio Oriente qui in Trentino”.  La giuria – in questa prima edizione composta da Danilo Curti, Linda Pisani, Marco Pontoni – ha deciso l’assegnazione dei premi scegliendo i migliori fra gli elaborati più votati da studenti e lettori del giornale. I premi sono stati consegnati dal delegato dell’associazione Dialogos Marco Viola.