“Il mare unisce, la terra non divida”: il convegno del Centro Astalli

Roma – “Il mare unisce, la terra non divida” è lo slogan scelto per il “colloquio” sulle migrazioni organizzato dal Centro Astalli in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato che si è svolto il 13 giugno 2013, presso l’Aula Magna della Pontificia Università Gregoriana. L’ospite d’onore della serata, moderata dal direttore di “Famiglia cristiana”, don Antonio Sciortino, è stata la Ministra per l’Integrazione Cécile Kyenge. Insieme a lei, sono intervenuti, fra gli altri, il neo sindaco di Roma, Ignazio Marino, padre Giovanni La Manna, presidente del Centro Astalli, mons. Miguel Ángel Ayuso Guixot, Segretario del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso e Hassan Abouyoub, Ambasciatore del Regno del Marocco in Italia. In apertura, Padre La Manna ha sottolineato il cambiamento avvenuto nei secoli che ha portato la trasformazione del “Mare Nostrum”, il Mediterraneo, da culla di civiltà a cimitero per migliaia di migranti, nonché frontiera della “fortezza” Europa. In quest’ordine di idee, è stata illustrata la proposta del Centro Astalli di creare canali umanitari sicuri per i richiedenti asilo che intendono raggiungere l’Italia in modo da evitare l’attuale traffico di esseri umani, definito da Papa Francesco “la schiavitù più estesa” del ventunesimo secolo. Quindi, è stato ribadito che non basta riconoscere il diritto all’asilo politico, si devono anche assicurare le condizioni per poter esercitare questo diritto. Così come non basta bloccare ipocritamente le partenze dei migranti e dei richiedenti asilo per fermare le stragi. Bisogna, inoltre, superare l’attuale pratica assistenzialista e trasformare l’accoglienza in ospitalità, condivisione e reciprocità. Anche nell’intervento della ministra Cecile Kyenge è stata sottolineata la necessità di trovare un nuovo modello di accoglienza che sostituisca quello esistente, adoperato sin dal ‘92 quando il fenomeno dell’immigrazione in Italia era all’inizio, diventato ormai obsoleto considerando che attualmente in Italia vivono 5 milioni di cittadini di origine straniera. La ministra Kyenge, oggetto dell’ennesimo attacco razzista avvenuto alcune ore prima, ha ringraziato i partecipanti per la solidarietà dimostrata e ha dichiarato la sua intenzione di non lasciarsi intimidire dai comportamenti razzisti: “Qualunque attacco mi arrivi, non permetterò a nessuno di togliermi il sorriso né di impormi un linguaggio violento”. Quindi, la ministra ha affrontato il tema a lei caro, della cittadinanza per il milione di bambini nati in Italia da genitori stranieri “che rischiano di crescere con una crisi di identità”. A questo proposito, è stata evidenziata l’importanza del riconoscimento della cittadinanza come presupposto fondamentale per la creazione di un legame tra il migrante e il territorio ospitante. Kyenge ha espresso un pensiero speciale per il richiedente asilo somalo che si è tolto la vita dopo che gli è stato rifiutato l’asilo politico. “Per questo siamo tutti responsabili”, ha aggiunto Kyenge. Il neo sindaco di Roma, nella sua prima giornata lavorativa, ha espresso la sua promessa di far diventare Roma “un punto di riferimento sul tema dei rifugiati, in Italia e in Europa”. Nella platea dell’Aula Magna, gremita di persone di diverse età e provenienze, non potevano mancare gli aspiranti giornalisti, partecipanti al corso di giornalismo organizzato dall’Associazione Scalabriniane per i migranti – Assmi che ha come obiettivo di incentivare il protagonismo dei migranti, fornendo gli strumenti che permettano loro di raccontarsi e scrivere sui temi della migrazione e dell’intercultura dalla prospettiva di chi la migrazione l’ha vissuta in prima persona. La presenza a questo evento ha avuto una valenza significativa per i corsisti, tutti migranti, anche perché hanno avuto l’opportunità di incontrare la loro rappresentante istituzionale. Inoltre, la tematica affrontata ha dato degli ottimi spunti di riflessione e di ispirazione per le esercitazioni pratiche inerenti al corso. (Simona Hristian)