Sempre più italiani emigrano all’estero

Milano – Per la prima volta nel nuovo secolo, il numero di italiani ufficialmente emigrati durante il 2011 (che hanno cioè spostato la propria residenza anagrafica all’estero) è stato superiore alle 50mila unità, a fronte delle meno di 40mila annue nel quadriennio precedente (34mila del 2002). Secondo recenti elaborazioni Ismu su dati Istat, alla fine del secolo scorso più di un quinto delle migrazioni italiane verso l’estero proveniva dalla Sicilia, con oltre 11mila emigrati nel 1999, poi progressivamente discesi fino a 3mila nel 2010 e risaliti però a quasi 5mila nel 2011. Dal 2007 in poi è divenuta la Lombardia la regione capolista per numero di emigrati verso l’estero: dai meno di 4mila emigrati del 2002, fino agli 8mila nel 2010 e ai 10mila nel 2011. In generale dalle regioni del Sud dipartivano la maggioranza assoluta degli emigrati italiani verso l’estero fino al 2004: dal 1995 la media era di 22mila unità annue, mentre nel 2010 i trasferimenti all’estero sono scesi a una quota del 27% (meno di 11mila) sul totale italiano, per risalire nel 2011 sono al 30% (circa 15mila). Il Nord contava invece una media dal 1995 al 2004 inferiore alle 14mila emigrazioni annue, meno di un terzo del totale italiano, che sono però divenute 21mila nel 2010 (il 54%) e 26mila nel 2011 (il 52%). Nel tempo, dunque, dal 1995 al 2010, si sono contratte le migrazioni verso l’estero dalle regioni del Sud e sono invece aumentate quelle dal Nord e anche dal Centro (da meno di 6mila annue nel 1995-2004 a oltre 7mila nel 2010, poi quasi 9mila nel 2011). Se dal ’95 e fino al 2010 la rara emigrazione italiana si andava connotando sempre più come settentrionale, nel 2011, in un contesto di boom delle migrazioni verso l’estero e persistenza della crisi economica, è tornato in primo piano l’aumento del flusso meridionale.