Bucarest – Si è conclusa la visita di scambio bilaterale a Bucarest fra l’UNAR e gli omologhi organismi nazionali rumeni rappresentati dal Consiglio Nazionale Antidiscriminazione e dall’Agenzia Nazionale per i Rom nel quadro delle iniziative di rilievo comunitario. L’UNAR annovera tra i suoi compiti anche la funzione di punto di contatto italiano per l’attuazione della Strategia Nazionale d’inclusione dei Rom, dei Sinti e dei Caminanti nei rapporti con la Commissione europea. In tale veste, il Cons. De Giorgi, direttore generale dell’Unar, ha tenuto una serie di meeting con i colleghi rumeni proprio al fine di rafforzare il dialogo con le Autorità e le associazioni della società civile interessate al tema dell’integrazione della minoranza rom e ai suoi risvolti transnazionali. Sia le Autorità centrali che locali incontrate hanno rinnovato, come nella precedente esperienza del 2007, la massima apertura verso possibili forme di collaborazione con l’Italia, uno dei Paesi UE più esposti al flusso migratorio di etnia rom di provenienza romena. Proprio tale esposizione – si legge in una nota pubblicata sul sito dell’UNAR – a detta di tutti gli interlocutori, ha consentito all’Italia di elaborare forme efficaci di integrazione che possano essere riproposte anche in Romania quali buone prassi. Tale analisi è stata condivisa anche dall’Ufficio romeno della Banca Mondiale e dai principali think tank, che hanno salutato la visita come un segnale positivo di apertura e cooperazione verso le Istituzioni romene. Si è infine auspicato che nella prossima programmazione finanziaria settennale dell’Unione europea, i fondi messi a disposizione per il settore dell’integrazione dei rom possano essere utilizzati più efficacemente rispetto al passato. Anche in quest’ambito, l’esperienza italiana potrà ispirare progetti vincenti di inclusione. In generale, l’incontro svoltosi a livello tecnico ha permesso di accertare l’esistenza di convergenze tra Italia e Romania in un settore tanto rilevante per lo sviluppo sociale dell’Unione Europea e di sottolineare che la responsabilità individuale degli Stati membri nell’attuare le proprie politiche nazionali e la collaborazione tra essi nel comune contesto europeo rappresentano due facce di una vincente strategia di inclusione dei rom, da attuale nel medio e nel lungo periodo.



