Crotone – Le linee di azione dei soggetti istituzionali interessati nelle operazioni in caso di sbarchi sul litorale della provincia di Crotone sono state definitivamente messe a punto con la sigla ieri di un protocollo firmato in un incontro presieduto dal prefetto Tirone.La riunione ha costituito l’ultima fase di lavori finalizzati alla creazione di un modello organizzativo, sviluppatosi negli anni, che renda ancora più efficaci le misure di soccorso e assistenza degli immigrati.
Il coordinamento delle Forze di polizia, della capitaneria di Porto, dei comuni rivieraschi della provincia e dell’ente gestore dei centri governativi per immigrati è di basilare importanza per iniziative corali che evitino misure lacunose o duplicazioni, contenendo, al contempo, i rischi di risposte settoriali.
I criteri di azione e l’assetto organizzativo ideati tengono anche conto, nei limiti del possibile, degli scenari prevedibili con la diversificazione delle modalità di intervento in base alla classificazione dell’emergenza, riferita sia all’entità numerica del singolo sbarco, sia alla tipologia dei migranti, con particolare riguardo alle situazioni di vulnerabilità (minori, infermi, donne etc).
Particolare attenzione è stata riposta alla definizione di precisi canali di comunicazione tra i soggetti interessati. In quest’ottica diventa fondamentale lo scambio di informazioni con le autorità sanitarie per una efficace tutela della salute non solo dei migranti, ma anche degli operatori impegnati nell’accoglienza, come della popolazione ospitante.
Fattiva è inoltre la partecipazione delle organizzazioni umanitarie presenti nella provincia, ulteriore presidio a garanzia dei diritti fondamentali della persona e con funzioni di supporto all’orientamento a favore di potenziali richiedenti asilo e di assistenza verso soggetti vulnerabili.
Dall’intesa siglata scaturisce così un ‘unicum operativo’, mediante l’individuazione di una linea chiara di distribuzione dei ruoli che agevoli il dialogo e prevenga la dispersione degli sforzi.



