Roma – Fosse una serie Tv la definirebbero uno spin-off, la “costola” di un programma
di successo lanciata come fiction autonoma. La “Coppa della cittadinanza” che il Csi, l’Eco di Bergamo e la Cisl hanno promosso all’interno della 7a edizione di Bergamondo ha l’aria di una no
vità destinata a ripetersi negli an
ni. Giustamente, perché la sua attualità è enorme, trattandosi di
una manifestazione dedicata alle “seconde generazioni”, i figli stranieri che abitano nel bergamasco. Per generale ammissione, l’integrazione delle “seconde generazioni” presenta problematiche diverse rispetto a quelle dei genitori. Cresciuti nella realtà di accoglienza e lì scolarizzati, non sono affatto disposti a sentirsi gli “ultimi arrivati”, chiedono giusta mente piena parità di diritti e di opportunità rispetto ai coetanei “autoctoni”. Il calcio è un’opportunità per farli sentire a casa. La “Coppa della citta- dinanza” lo ha confermato. “Il calcio è sempre il calcio, in qualsiasi posto lo si giochi. Non c’è differenza tra giocare una partita in Senegal o a Bergamo” è stata la dichiarazione a caldo di Moussa Sall, originario del Senegal e residente a Bergamo, centrocampista dell’Oratorio Verdellino Calcio, la squadra che si è aggiudicata la Coppa. Gli ha fatto eco il suo allenatore, Giambattista Cal- chi: “Siamo soddisfatti del risultato, ma conta ancor più l’integrazione, il divertirsi e star bene insieme. In squadra abbiamo 7-8 ragazzini i cui genitori sono stranieri. Sono molto ben integrati, è da sei anni che giocano nell’Oratorio Verdellino». “Volevamo richiamare l’attenzione – ha rimarcato Ferdinando Piccinini, segretario generale della Cisl Bergamo – sul tema della cittadinanza per le seconde generazioni. Affermare la necessità dell’integrazione sociale dei figli dell’immigrazione è fondamentale per il nostro futuro”.



