Siena – Pienamente riuscita la “Festa della Pace dei Popoli”, organizzata dalla Migrantes della diocesi di Siena-Colle Val d’Elsa-Montalcino che si è svolta a Siena il 22 e 23 giugno scorso, con il titolo : “In-dialogo tra Istituzioni e comunità immigrate per una inter-azione responsabile”. La Festa, giunta alla sua sesta edizione, è stata un’occasione per mettere a fuoco quali sono le attese e gli impegni delle Istituzioni verso gli immigrati e le attese e gli impegni di questi verso le Istituzioni ma in generale verso la comunità in cui si trovano ospiti. Proprio nell’incontro di sabato 22 ai Giardini della Lizza si è parlato di questo, sottolineando l’importanza di una inter-azione come partecipazione degli immigrati alla vita reale e quotidiana dei nostri paesi e quartieri, dove ci sono porte aperte e dove c’è spazio in cui l’immigrato possa sentirsi accolto e utile inserendosi nelle associazioni di Volontariato (Misericordia, pubblica Assistenza, “donatori di sangue”, Protezione Civile, Caritas, servizi alla persona, Onlus e realtà non profit, etc), nelle associazioni/club ricreativi, culturali, sportivi, nelle parrocchie, nei Circoli Cittadini, nelle Contrade. All’incontro erano presenti i rappresentanti delle comunità immigrate dall’Ucraina, Bolivia, Colombia, Perù, Romania, Polonia, Nigeria, Senegal, Filippine, Brasile, San Domingo, Ghana, Mali, Kosovo, e rappresentanti delle istituzioni: il Prefetto di Siena, Renato Saccone, gli assessori alla sicurezza sociale del Comune e della Provincia di Siena, rispettivamente Anna Ferretti e Simonetta Pellegrini, e il Vicario Generale della diocesi, mons. Giovanni Soldani. Ha partecipato anche il direttore della Caritas, Giovanni Tondo. Ne è scaturito un dibattito che ha messo in risalto le problematiche e le difficoltà degli immigrati, prima fra tutte l’esigenza dell’acquisizione della cittadinanza italiana per i cittadini stranieri che nascono nel nostro territorio, problema di cui si discute anche a livello nazionale. Molto partecipata la presenza degli immigrati al dibattito, che si sentono solidali con i Senesi in questo momento di crisi economica e si sono dichiarati molto disponibili a collaborare per il superamento della crisi. Si è parlato anche dei servizi che possono essere attivati con la collaborazione degli immigrati in modo che diventano loro stessi soggetti attivi nel prestare assistenza a chi è in difficoltà, anche alla stessa comunità italiana (esempio “un banco alimentare solidale”, o “la casa del pane per tutti”; “un centro servizi alla persona/famiglia bisognosa” con prestazioni gratuite degli stessi immigrati. E’ stato osservato che l’attenzione costante delle Istituzioni, civili e religiose, verso il mondo dei migranti, è un dato importante di interazione-partecipazione che si registra sul nostro territorio, e che costituisce quasi un “modello senese di integrazione”: modello che fa ben sperare per il futuro sia delle nuove generazioni degli immigrati sia per la comunità locale che è impegnata a riconoscere negli immigrati dei nuovi cittadini, soggetti di diritti e di doveri come gli italiani, nel rispetto delle loro diversità culturali e religiose, ma a noi uniti da un comune-condiviso denominatore di ideali, di valori, di principi civili e democratici. E’ stato riservato il giusto spazio anche alla preghiera, con la Santa Messa che si è celebrata nella Chiesa dell’Annunziata davanti al Duomo, animata da cori multietnici, seguita da una sfilata festosa delle comunità immigrate per le vie della città. Per la prima volta nella storia di Siena si è visto un corteo festoso multicolore e multietnico che ha fatto vibrare di allegria e colorito di folklore il centro storico della città, tanto che sembrava di assistere ai ritmi del Carnevale di Rio, seppure in scala ridotta. Le danze sono proseguite fino a notte anche ai Giardini della Lizza, dove sono stati premiati i gruppi etnici di ballo. (Don Doriano Carrato, Direttore Migrantes)



