Lampedusa: riprendono gli sbarchi

Lampedusa – La bussola dei barconi migranti non smette di puntare sulla rotta 0.05 gradi nord. Su quei 300 chilometri di mare del Canale di Sicilia che separano le coste libico-tunisine dalle isole Pelagie di Lampedusa, dove lunedì prossimo è prevista la prima visita pastorale di Papa Francesco, e Linosa, continua a sventolare la bandiera del dolore. Fatiscenti pescherecci gonfi d’acqua e vecchi gommoni che galleggiano per miracolo, tutti trasudanti il loro carico di esseri umani d’ogni origine ed età, ormai giunti al limite delle loro forze, sono raccolti e salvati in mare aperto dalle unità navali della Guardia costiera e della Marina militare italiane. Anche se è un film già visto molte altre volte e che ripete la stessa scena e storia, quella di ieri è stata una giornata particolare di abbondante raccolto: un primo barcone con 227 immigrati, tra cui 41 donne e 4 minori, è stato soccorso a notte fonda dalla Guardia costiera a 70 miglia marine a sud di Lampedusa. A bordo c’erano anche due giornalisti di nazionalità francese che si erano imbarcati per poter scrivere un reportage. In mattinata un’altra segnalazione dava indicazione di un secondo barcone, che in un primo tempo si temeva avesse morti a bordo, sulla rotta sempre per Lampedusa. A intervenire è stata la nave della Marina militare italiana “Cigala Fulgosi” impegnata nel normale pattugliamento del Canale di Sicilia, a bordo del natante soccorso c’erano 70 uomini, 10 donne, di cui 4 incinte e un minore. Poi nel tardo pomeriggio un terzo barcone con 183 persone, fra cui 28 donne e un minore, veniva agganciato a una decina di chilometri dal porto di Lampedusa. Tutti sono stati fatti sbarcare sul molo Favarolo, lo scalo dei migranti. Proprio quel luogo di approdo dove lunedì mattina dopo che il Papa avrà lanciato in mare una corona di fiori in memoria di quanti non sono riusciti a raggiungere la terra ferma, toccherà a lui prendere terra, anche lui come un migrante che viene dal mare, e dove poi incontrerà un gruppo di queste persone arrivate sull’isola proprio alla vigilia del viaggio pastorale. Tutte le 490 persone arrivate ieri sull’isola sono state accompagnate nel centro di prima accoglienza che era già stato svuotato in questi giorni. Se anche con una capienza ridotta a circa 360 posti letto, a causa di un incendio di qualche tempo fa, il centro in contrada Imbriacola riesce ad affrontare la necessità di qualche centinaio di arrivi in più. La situazione si può fare però più difficile se gli arrivi dovessero diventare più frequenti e soprattutto più numerosi in poche ore.

 
Intanto l’isola si prepara, emozionata, per la prima storica visita di un Papa. Don Carmelo Petrone direttore delle comunicazioni sociali per la diocesi di Agrigento stima che “tra 12 e 15 mila persone” a Lampedusa assisteranno e presenzieranno all’avvenimento papale: “Anche la comunità ecclesiale di Linosa si sta organizzando per trasferirsi, con padre Ingnazio Giunta, a Lampedusa”.
Gli abitanti di Lampedusa sono circa 5.500 e sull’isola sono poco meno di 4.000 i turisti presenti per le loro vacanze. Tra le cose in preparazione c’è anche un pastorale del tutto particolare che un falegname dell’isola, Francesco Tuccio, sta realizzando per donare a Francesco: una croce fatta utilizzando il legno preso dai barconi dei migranti. “In preparazione della visita del Santo padre, domenica sera nella chiesa madre di San Gerlando è programmata una veglia di preghiera dopo la messa”, racconta un emozionato don Giorgio Casula, giovanissimo viceparroco dell’isola.
“Questo fenomeno delle migrazioni che si sviluppa su Lampedusa, questi nostri fratelli che vengono dalla sofferenza, attraverso un mare di sofferenza, è il segno che nostro Signore sta passando sull’isola – osserva don Giorgio –. Il Signore non solo vuole dirci qualcosa, ma di sicuro sta chiedendo anche qualcosa a noi tutti. I lampedusani sono ancora increduli che lunedì Papa Francesco sarà tra di noi, uno di noi. Un conto è chiedere che il Papa venga tra di noi, un conto è poi e sapere che questo desiderio si sta per avverare. Lunedì presbiterio e altare saranno pronti per ospitare la messa del Papa dove si trova l’edificio dell’Area Marina Protetta, e poi in quell’anfiteatro naturale che è la zona del campo sportivo, io sono più che certo, anche chi non crederà sarà in mezzo a noi. Tutti in silenzio, ad ascoltare quello che il Papa avrà da dirci a noi lampedusani, ma anche al mondo intero che sarà in ascolto per gli ultimi che soffrendo arrivano sulle coste italiane”. (C. Monici – Avvenire)