Svezia – I responsabili delle Chiese che fanno parte del Consiglio delle Chiese in Svezia hanno lanciato il 1° luglio, un manifesto “per una politica immigratoria più umana”. La pubblicazione di questo testo, informa SIR Europa, “segna l’inizio di un percorso che le chiese faranno sui temi dell’integrazione e dell’immigrazione, in vista delle elezioni parlamentari in Svezia nel 2014”, spiega una nota stampa. Già nel 2005 le chiese si erano pronunciate su questi temi, come anche nel 2011 quando avevano formulato alcune proposte di cambiamenti relativi alle politiche per i rifugiati. “Noi, come Chiese, non possiamo stare fuori da queste problematiche, perché sono parte della nostra umanità”, ha affermato Karin Wiborn, segretaria generale del Consiglio delle Chiese in Svezia. “Vogliamo vivere in un Paese in cui tutti noi – nativi e immigrati – ci assumiamo insieme la responsabilità per il nostro futuro comune e per la costruzione del Paese. Non abbiamo un minuto da perdere. Abbiamo bisogno di fare spazio all’altro nella nostra vita e fare spazio all’uguaglianza”, si legge nel testo del manifesto. “Abbiamo la responsabilità di preparare un posto per coloro che si rifugiano nel nostro Paese e nelle nostre città. Oggi vi è una palese mancanza di spazio per coloro che hanno ottenuto un permesso di soggiorno in Svezia. La solidarietà non è sempre facile, ma non c’è altra scelta”, dichiarano i firmatari, che propongono di porre particolare attenzione nelle politiche immigratorie sui bambini e sui ricongiungimenti familiari.



