La visita di Papa Francesco nel ricordo di Giovanni Paolo II

dall’inviato a Lampedusa
 
Lampedusa – La visita di Papa Francesco ha mandato in subbuglio il cuore dei lampedusani. Ognuno di loro sta vivendo in modo diverso, ed assolutamente personale, il
momento della discesa dal Santo Padre all’estremo sud dell’Europa. C’è chi si è dato  da fare offrendo un aiuto concreto nello svolgimento dei  lavori pratici, chi ha dato supporto morale, chi, in modo assolutamente volontaristico, si è occupato di fornire un sostegno dal punto di vista logistico. Qualunque sia il ruolo, l’unica cosa che rimane certa è che per tutti, in maniera minore o maggiore a seconda delle diverse esperienze di vita, ha atteso  con trepidazione l’arrivo del successore di Pietro. Tra coloro che questo lunedì 8 luglio lo hanno aspettato senza riuscire a stare più nella pelle, c’è sicuramente Caterina Famularo, presidente dell’associazione “Il Giglio”. Il perchè  è lei stessa a spiegarcelo. Riusciamo ad “agganciarla” mentre è intenta a fare shopping. La nostra presenza, ma soprattutto le nostre domande, non la disturbano, anzi è lei stessa ad aprirci il suo cuore. E la prima cosa che balza fuori, è che Caterina il viaggio del papa in terra lampedusana lo vive come un regalo, “un regalo che dopo quasi 34 anni, Giovanni Paolo II ha deciso di farmi”. Era il 18 luglio del 1979 quando Caterina, allora bambina, si recò a Roma in udienza dal Papa, in rappresentanza dei piccoli di Lampedusa. L’occasione fu quella della benedizione della statua della Madonna che poi venne immersa sottoacqua all’Isola dei Conigli. Una volta tornata a Lampedusa, Caterina, oggi 42 enne, scrisse a Karol una lettera in cui gli chiedeva di “andare a Lampedusa per conoscere tutti i miei compagni di scuola. Ebbene, a distanza di 34 anni, è come se il mio sogno si stia avverando. Il  messaggio di Karol allora fu: lampedusani, non abbiate mai paura di perdere la speranza, perché anche se non potrò venire a Lampedusa, vi sarò sempre vicino con il cuore”. Con lo stesso spirito del “non abbiate paura”, Papa Francesco accarezzerà il cuore di questa meravigliosa isola come se fosse il cuore di un bambino: umile, semplice, puro. Un cuore ricco perchè capace di accogliere e donare; un cuore che ha bisogno di essere curato per le ferite inferte dall’abbandono. Ci siamo sempre sentiti soli e il Santo Padre verrà ad abbracciare la nostra solitudine, come nessuno ha mai fatto. Facendoci sentire i  primi e non gli ultimi. Sarò felice – racconta ancora Caterina – perché vedrò i bambini della mia terra regalare sorrisi al pontefice Francesco. Accanto a questo grande uomo che ha scelto la nostra Isola per il suo primo viaggio, ci sarà anche Karol che dall’alto benedirà Lampedusa. Sarà un abbraccio speciale che toccherà l’anima della nostra isola,  saremo tra le braccia di due grandi uomini che hanno scritto e continueranno a scrivere la storia del mondo”. (Elena De Pasquale)