Bruxelles – L’Unione europea riafferma l’inviolabilità del diritto d’asilo e ammonisce il Governo maltese sull’illegalità dell’ipotizzato respingimento forzato in Libia di oltre cento somali appena sbarcati sull’isola. All’indomani della visita di Papa Francesco a Lampedusa, che proprio con Malta condivide il ruolo di porta europea per tanti disperati in fuga dall’Africa, si è espressa in questo senso la svedese Cecilia Malmstrom, il commissario Ue per gli Affari interni. Il Primo Ministro maltese, Joseph Muscat, ha replicato al monito di Malmstrom affermando che l’Unione europea ha lasciato solo il suo Paese di fronte ai problemi di gestione dei flussi migratori. Il premier ha precisato che la decisione sul rinvio in Libia dei somali non è stata ancora presa. Secondo Muscat, comunque, non si deve parlare di respingimento, bensì di “protezione dell’interesse nazionale”. Su questo tipo di equivoco, Malmstrom ha comunque fatto chiarezza. “In base agli obblighi derivanti dalla legislazione europea e dal diritto internazionale – ha ricordato – tutte le persone che arrivano sul territorio comunitario possono presentare domanda d’asilo e hanno il diritto di vedere la loro situazione valutata adeguatamente; ogni operazione di rimpatrio deve rispettare queste condizioni, in particolare il principio di non respingimento”. La Commissione Ue è decisa non solo a utilizzare tutti gli strumenti a sua disposizione per assicurare che siano rispettate le norme internazionali, ma anche “a incrementare il sostegno a Malta – ha detto ancora Malmstrom – se si dovesse trovare a fronteggiare una crescente pressione migratoria”. E se le autorità locali lo chiederanno, “siamo pronti a discutere di ulteriori misure di sostegno, siano esse di carattere finanziario o di assistenza”. Intanto, ieri un barcone con a bordo 68 migranti, tra cui un neonato di poche ore, è stato soccorso dalle autorità di Malta. I migranti sono stati individuati a una trentina di miglia nautiche dalle coste maltesi dopo che l’imbarcazione stava andando alla deriva per un guasto al motore. I 68, fra i quali c’era anche una donna incinta al nono mese, sono stati caricati a bordo di una motovedetta maltese. Il giorno prima alcune decine di migranti subsahariani sono riusciti a scavalcare la doppia barriera metallica che separa l’enclave spagnola di Melilla dal territorio marocchino. Secondo fonti di polizia citate dall’agenzia di stampa Efe, un folto numero di migranti sono riusciti a varcare la barriere in un punto in prossimità dell’aeroporto e del cimitero musulmano di Sidi Guariach. (Osservatore Romano)



