GMG: un solo popolo

Da Rio de Janeiro –  E’ ancora festa, a Copacabana, mentre sul lungomare stanno giungendo i pellegrini, che questa sera vivranno la veglia di preghiera della Gmg con papa Francesco. La musica sta unendo i giovani dei cinque continenti che qui danno una forte testimonianza di fede, e si dichiarano pronti a portare la medesima testimonianza nei loro ambiti di vita, una volta tornati a casa.
“Sì, la fede in Brasile cambiera’ dopo questa Gmg, sara’ rinnovata e tanti vi si avvicineranno”, e’ l’auspicio di Rodrigo Figuiredo Sote, proveniente dalla diocesi brasiliana di Santo Amaro, nello Stato di Bahia. Molto importante, a suo avviso, e’ la presenza del Papa e il suo “messaggio di solidarieta’ e fraternita’” che e’ rivolto “non solo ai credenti, ma a tutti gli uomini”.
“Francesco e’ un padre nella fede, sa parlare la nostra lingua, quella del popolo latinoamericano”, rimarca dall’Uruguay Ignacio Sosa. “Ci sta trasmettendo un messaggio forte, c’impegna ad andare verso la gente e pregare perche’ cambino i cuori, secondo il messaggio del Vangelo”, aggiunge la messicana Luisa Gonzalez.
Numerosi pure i giovani latinoamericani figli di italiani. Derossi, Ruggeri, Bernetti Orsini sono i cognomi di tre ragazze in un gruppo di argentini. Nessuna di queste parla l’italiano, nonni e bisnonni arrivarono in Argentina e da allora il legame con la madrepatria si e’ inevitabilmente allentato con il passare delle generazioni. Ma all’Italia guardano con entusiasmo, “sarebbe bello venirci”, gridano tutte insieme, aggiungendo pero’ che questo e’ poco piu’ di un sogno, “il viaggio costa troppo”. Pero’ qui, alla Gmg, e’ possibile sentirsi allo stesso tempo italiani e argentini, cileni e nordamericani, spagnoli e svedesi. Tutti i popoli, qui, sono un solo popolo. (da Rio de Janeiro Francesco Rossi)