GMG: in attesa della giornata conclusiva ieri sera la veglia con Papa Francesco

Da Rio de Janeiro – L’alba, stamattina, illumina una Rio de Janeiro che forse non era mai stata tanto giovane e viva. Percorrendo, durante la notte, l’Avenida Atlantica, la lunga strada che divide il litorale di Copacabana dal centro abitato, ci si poteva rendere conto che ben pochi erano coloro che, accogliendo i suggerimenti del comitato organizzatore, avevano rinunciato a restare sotto le stelle. Come a dire che questo “ponte” tra la veglia del sabato sera e la messa della domenica mattina e’ un tratto importante delle Gmg. Ma pure che i giovani hanno saputo superare con la loro gioia e vitalita’ gli inevitabili disagi legati al cambio di programma, lo spazio insufficiente per tutti lungo la spiaggia (come gia’ era stato sperimentato durante la veglia), la mancanza di “settori” specifici per ciascun gruppo, persino un ridotto numero di bagni chimici e punti per la distribuzione dell’acqua. Le aree transennate lungo la strada, i marciapiedi e i lati della carreggiata sono divenuti giacigli sui quali stendere il sacco a pelo e dormire. Una notte “provvisoria”, pronti a riprendere il cammino.
Tanti hanno dormito per piu’ o meno tempo; altrettanti hanno vegliato con canti e balli, inneggiando alla fede, scambiandosi abbracci. La fresca brezza del (finalmente) mite inverno brasiliano non ha scoraggiato i giovani. D’altronde, neppure la pioggia li aveva fermati, ne’ qui ad accogliere il Papa, ne’ a Madrid, nel 2011.
Hanno ripensato, durante la notte, alle parole di papa Francesco alla veglia, all’invito a essere “cristiani a tempo pieno” e non “di facciata”.
“Il vero campo della fede non e’ un luogo geografico, ma ciascuno di noi”, ha ricordato il Papa, ed e’ da questa consapevolezza che deriva necessariamente l’impegno missionario. “Quale terreno siamo? Quale vogliamo essere?”, ha chiesto papa Bergoglio riprendendo la parabola del seminatore.
E’ diretto, il papa latinoamericano, nel parlare ai giovani. Gesu’ “ci chiede di essere suoi discepoli, di giocare nella sua squadra”, ma per essere buoni giocatori bisogna allenarsi. Ne vale la pena, perche” Gesu’ ci offre qualcosa di superiore della coppa del mondo”. Come farlo? “Attraverso il dialogo con Lui: la preghiera che e’ il colloquio quotidiano con Dio”, “i sacramenti”, “l’amore fraterno, il saper ascoltare, il comprendere, il perdonare, l’accogliere, l’aiutare gli altri, ogni persona senza escludere, senza emarginare”. Quando il nostro cuore accoglie la Parola “siamo parte della Chiesa; anzi diventiamo costruttori della Chiesa e protagonisti della storia”. “Sii protagonista”, ha tuonato il Papa rivolto a ciascun ragazzo e ragazza.
Parole dirette, alle quali la “gioventu’ del Papa” ha risposto con l’entusiasmo, con la preghiera durante l’adorazione eucaristica, con una notte di fraternita’. Ed e’ chiamata a rispondere con la vita, giorno dopo giorno. (Da Rio de Janeiro Francesco Rossi)