Gioia Tauro – “Settembre andiamo. E’ tempo di migrare. Dove? Come?”. E’ questo il titolo di una lettera alla diocesi del vescovo di Oppido Mamertina-Palmi, mons. Francesco Milito che fa il punto sulla situazione dei migranti dopo l’invito rivolto il Giovedì Santo scorso per raccogliere fondi di solidarietà con le offerte, frutto della pratica del digiuno, e l’impegno perché la cosiddetta emergenza immigrati nella Piana di Gioia Tauro cedesse “il posto all’integrazione”.
Nella lettera di ribadisce che “la posizione della nostra Chiesa diocesana è chiara: non cercherà, né ricorrerà ad interventi speciali e straordinari” precisando che il carattere eccezionale dell’iniziativa “non potrà essere né pensato, né ripetuto: diventerebbe anch’esso omologante una situazione, invece da ribaltare, e finirebbe con il sostenere, indirettamente e involontariamente, il sommerso di fondo del problema immigrati: il lavoro nero, le contrattazioni interessate, per cui si ruba la parte che spetta di diritto all’altro, il non aiutare – soprattutto e principalmente – a favorire le condizioni elementari per favorire le soluzioni sostenibili all’integrazione vera e duratura”. Ma precisa mons. Milito, “ciò nondimeno, la Caritas diocesana e le Caritas parrocchiali continueranno a svolgere la propria opera, frutto di quella generosità, virtù preziosissima delle nostre genti. E lo faranno, come finora, in silenzio, che non significa in privato, tanto evidenti e riconosciuti sono i loro interventi permanenti”, spesso però ignorati dai network locali e nazionali.
“Nessuna meraviglia – sostiene il presule -: siamo sulla linea evangelica di non far sapere alla destra ciò che fa la sinistra”.
II fondo di solidarietà quaresimale-pasquale, aggiunge, “è disponibile per le finalità native”. Ad incrementarlo interviene, ora, la compartecipazione di alcuni Sindaci della Piana con la cessione di una indennità mensile da parte loro – con comunicazione ufficiale, firmata dal presidente dell’Assemblea e dal presidente del Comitato Associazione Città degli Ulivi, intendono onorare le promesse fatte”. Il presule ricorda che si tratta dei sindaci di Candidoni, Cittanova, Cosoleto, Delianuova, Feroleto della Chiesa, Galatro, Giffone, Melicuccà, Melicucco, Molochio, Oppido Mamertina, Palmi, Polistena, Rizziconi, Rosarno, San Giorgio Morgeto, San Pietro di Caridà, San Procopio, Sant’Eufemia d’Aspromonte, Santa Cristina d’Aspromonte, Scido, Seminara, Serrata, Sinopoli, Terranova S.M., Varapodio. “Il nostro economato diocesano – conclude il vescovo – renderà puntuale resoconto della destinazione delle offerte”. (R.I.)



