Kyenge: “fondamentale” apporto delle Chiese all’integrazione

Torre Pellice – L’apporto delle Chiese cristiane e del dialogo tra le religioni è “fondamentale” per il processo di integrazione degli immigrati nel nostro Paese, e “per debellare le violenze nella nostra società e intraprendere un percorso di pace e di dialogo”.
Lo ha detto il ministro per l’Integrazione, Cécile Kyenge, intervenendo a Torre Pellice ad una conferenza stampa che si è svolta prima di un dibattito pubblico organizzato nell’ambito del Sinodo valdese. Soprattutto “in tempo di crisi”, ha detto il ministro, è importante capire come le diverse religioni possono diventare “uno strumento per integrare le persone e mettere a disposizione i loro strumenti di dialogo ma anche si sostegno e accoglienza sul territorio”. In questo senso “l’apporto delle Chiese cristiane è fondamentale”. Il ministro ha quindi citato il progetto “Essere Chiesa insieme” portato avanti dalle Chiese evangeliche italiane per integrare nelle comunità i fedeli immigrati, lodando quindi quanto le Chiese fanno “con forza e coraggio” per “i diritti umani e per la costruzione di una civiltà basata sui diritti e doveri”.
Il ministro Kyenge ha parlato della necessità di “un cambiamento culturale” che nasce dalla “possibilità di vedere l’altro, il diverso non per il colore della propria pelle, non per i tratti somatici che denotano una diversità ma per le competenze e l’essere persona”. Rispondendo poi ad una domanda sul dibattito parlamentare relativo alla legge sullo Ius soli, il ministro ha detto che “sta andando avanti e dal mese di luglio in Parlamento si stanno analizzando le proposte di legge sulla cittadinanza”. Si sta procedendo – ha aggiunto – “verso un confronto in cui ciascuno propone un modello in modo da arrivare ad una legge che possa rappresentare la fotografia dell’Italia di oggi. È importante il confronto e la condivisione”.