Venezia – “In Italia oggi è necessario un cambiamento culturale perché possa vincere una società capace di affermare alcuni valori in grado di accompagnare i giovani nella loro vita. Il cinema, per questo, è uno degli strumenti più importanti: entra nella vita delle persone, nelle case. Serve alla conoscenza, alla tolleranza, all’integrazione. Può inviare messaggi che uniscono e non dividono. Non crea frontiere, ma parla a tutti”. Così il ministro per l’Integrazione e le Politiche Giovanili Cécile Kyenge, che ha partecipato all’incontro “Lo sguardo del cinema su diversità e integrazione” organizzato a Venezia dall’Ente dello Spettacolo e moderato da Steve Della Casa. Occasione nel corso della quale è stato anche presentato il nuovo film di Ettore Pasculli Italy Amore Mio, realizzato con il patrocinio del suo Ministero e il supporto del Gruppo Bayer Italia, in uscita nelle sale del circuito UCI Cinemas nella prima settimana di dicembre. “Mi è sempre stato a cuore quel cinema che abbia un rapporto col sociale – precisa Pasculli – è stata la grande lezione di Rossellini. Perché per me le storie al cinema vivono dei problemi che l’uomo vive nel suo essere sociale. In questo ultimo lungometraggio, ispirato al testo di Anna Kuliscioff Il monopolio dell’Uomo, racconto la storia di Alina, una giovane ragazza rumena che fronteggia lo scontro tra due culture, quella impressa dalla famiglia e dal lavoro e orientata alla chiusura e quella assimilata nella società in cui è cresciuta, animata da principi di libertà e di uguaglianza. Vuole difendere i suoi diritti al sentimento come parte dei suoi diritti umani. Si sconterà con una serie enorme di pregiudizi, mentre aspira a divenire una ballerina classica per esprimere se stessa. Il film si pone, così, l’obiettivo di far penetrare nel pubblico l’idea, per alcuni anche la speranza, che il conflitto generato dalla chiusura e dall’ignoranza può essere risolto, superato. Insomma, racconto l’anima multietnica dell’Italia, che non è un futuro remoto ma un presente spesso ignorato”. Cast eterogeneo, molti i giovani, alcune scene raccolgono anche percorsi di vita legati alla Fondazione Pangea Onlus, organizzazione non-profit che aiuta le donne a contrastare la violenza, la discriminazione, la povertà. Temi di attualità, declinati in tanti film presentati alla Mostra. Diritti il più delle volte negati, vittime spesso i più piccoli. Ed è proprio sul fronte dei diritti universali dell’uomo che il ministro chiarisce come il loro rispetto, così come è scritto nella nostra Carta costituzionale, sia l’idea sulla quale fondare ogni intervento delle istituzioni, ogni progetto di vita. “La persona come base di qualsiasi scelta. Anche politica. Senza che le ideologie ne intacchino il senso”. (Luca Pellegrini – Avvenire)



