Incontro per la Pace: un minuto di silenzio per i morti del Mediterraneo

Roma – Il panel dedicato a “Migrazioni: accoglienza e integrazione” dell’Incontro “Il Coraggio della Speranza” organizzato dalla Comunità di Sant’Egidio, si è aperto, ieri pomeriggio, con un minuto di silenzio per ricordare i 13 morti dello sbarco di Scicli, e le migliaia di persone morte in questi anni nel tentativo di raggiungere l’Europa. In questa nostra era di grandi movimenti migratori, scopriamo – ha sottolineato durante l’incontro il card. Antonio Maria Vegliò, Presidente del Pontificio Consiglio per i Migranti e gli itineranti – che gli stranieri in mezzo a noi “sono spesso occasione di sospetto e di timore. Il comandamento biblico di accogliere lo straniero, di aprirgli le porte come se stessimo accogliendo Dio, è in conflitto con molti dei sentimenti che ci dominano oggi. Numerosi dibattiti su se e come affrontare il fenomeno della migrazione si stanno accendendo non solo nelle stanze del potere, ma anche nelle comunità civili e nelle sale parrocchiali. Lo spirito umano, generoso un tempo, è stato zittito da nuovi richiami all’isolamento e alla restrizione”. Per il porporato le comunità cristiane non possono accontentarsi di risolvere i problemi immediati. “Questo è necessario, ma è solo l’inizio”. Il “passo successivo” è “l’ospitalità e l’accoglienza”. Da una parte, l’ospitalità vive del “dare”. Dall’altra, comunque, “non si deve privarla” del “ricevere”. Il cristianesimo, per sua natura, “tende a costruire comunione e unità, il che implica anche scambio reciproco”. “La Chiesa è chiamata – spiega il presidente del Dicastero vaticano – a essere avvocato e difensore dei diritti delle persone a spostarsi e, quando mosse da povertà, insicurezza e persecuzione, a lasciare le loro case in cerca di un luogo sicuro dove vivere con dignità. Essa ha anche la responsabilità di assicurare che la pubblica opinione sia informata adeguatamente sulle cause della migrazione e sui fattori che costringono le persone a lasciare le loro terre di origine. Attraverso l’integrazione, la migrazione dovrebbe essere vista come un mezzo di arricchimento per il patrimonio culturale di una nazione. I migranti, in effetti, non sono solamente dei lavoratori, ma membri della società. Questo impone – ha concluso – che si adottino giuste e adeguate normative, affinché i migranti siano tutelati nella loro dignità umana e non cadano vittime dello sfruttamento e del traffico di esseri umani”. Per Daniela Pompei della Comunità di Sant’Egidio “è necessario istituire un centro di accoglienza europeo in Sicilia”. Pompei ha spiegato che “l’Europa dovrebbe costituire una rete continentale di prima accoglienza nei luoghi di approdo, e non in Libia o altrove”. In secondo luogo sarebbe necessario “pensare a spostamenti di profughi da un paese all’altro per alleggerire i paesi più esposti”. Inoltre ha comunicato che si è affermata una tendenza al rallentamento dell’immigrazione verso l’Europa dal 2010. Cresce invece la migrazione da Sud a Sud perché i paesi in via di sviluppo – anche a causa della crisi economica del Vecchio Continente – diventano sempre più attrattivi. “L’Unione Europea – ha concluso – si deve porre il problema di trattenere la seconda generazione e di attrarre nuovi immigrati”. Josè Angelo Oropeza, Direttore del Coordinamento Mediterraneo OIM ha detto che sono stati “25mila i morti negli ultimi 20 anni nel Mediterraneo, 2mila nel 2011, 1700 lo scorso anno” annunciando che nel mondo almeno un miliardo di persone sono migranti, 220 milioni migranti internazionali e 700 milioni migranti interni. Oropeza ha anche ricordato che oggi ci sono anche 500 milioni di utenti Facebook e 200 milioni per Twitter: “Alcuni migranti che arrivano a Lampedusa – ha continuato – mandano un Sms o addirittura un video. Il mondo oggi funziona in tempo reale”. Infine ha affermato che la realtà della migrazione è diversa dalla sua percezione: “Oggi la migrazione è Sud-Sud. I 26mila giunti in Italia dopo la crisi libica sono solo il 3% delle persone fuggite da quel Paese durante la crisi”. (Raffaele Iaria)