Bratislava – Commozione, preghiera ma anche un appello all’intero continente europeo. Così i vescovi europei hanno reagito alla notizia del drammatico naufragio al largo di Lampedusa di un barcone che ha causato la morte di oltre 90 immigrati e 250 sono ancora i dispersi. “Siamo molto commossi per questa strage – dice al Sir il cardinale Péter Erdő, arcivescovo di Esztergom-Budapest e presidente del Consiglio delle Conferenze episcopali europee (Ccee) – preghiamo per i defunti e per le persone disperse e anche per tutti coloro che vivono questa tragedia con un forte dolore. Nello stesso tempo consideriamo questo fatto come una grande occasione perché si prenda più coscienza del problema dei profughi che arrivano in massa nel nostro continente”. A questo proposito il cardinale ungherese aggiunge: “Col crescere dell’unità dell’Europa deve crescere parallelamente anche la comunione circa la responsabilità davanti ai doveri che ci spettano nei confronti della realtà molto triste dell’arrivo di tanti profughi. Per cui non è soltanto l’Europa mediterranea a essere coinvolta. Tocca all’intero continente, perché una delle idee base dell’Unione europea è quella della solidarietà”.



