Card. Romeo a Lampedusa: servono nuove politiche di accoglienza

Lampedusa – Vicinanza alle vittime e alle loro famiglie da parte delle Chiese di Sicilia e profonda indignazione per quanto è accaduto. Nell’omelia pronunciata ieri sera nella parrocchia di Lampedusa, il cardinale di Palermo Paolo Romeo, che ha concluso con la celebrazione l’incontro organizzato da Caritas Italiana e Fondazione Migrantes sull’isola, ha ricordato che l’ennesima tragedia rischia “realisticamente” di non essere l’ultima e chiede nuove politiche di accoglienza. “Da una parte siamo all’interno di flussi migratori che si configurano come veri e propri esodi, fughe da condizioni di povertà, ingiustizia, instabilità politica, guerra. Dall’altra sappiamo che le nostre terre non hanno provveduto ancora a sviluppare corrette politiche di accoglienza e integrazione. Tutto rimane sotto il profilo dell’emergenza, che miete le sue vittime”. Per il presule, l’indignazione va indirizzata anche verso i “traghettatori di morte” che sfruttano la disperazione dei connazionali e contro i quali servono “condanne esemplari”. “Lampedusa, però – ha aggiunto – non è solo periferia di tristezza e di morte. La nostra fede ci insegna che proprio dove si sperimenta il limite e il fallimento, rinasce la speranza”. Che, per Romeo, viene alimentata anche dalla grande solidarietà lampedusana. “Quella periferia che ha goduto del primo viaggio apostolico di Papa Francesco si è mostrata capace di accogliere, condividere, di farsi solidale con quanti hanno bussato alla sua porta, naufragando tragicamente sulle sue acque, approdando miseramente sulle sue coste. Ha mostrato all’Italia e all’Europa le caratteristiche del volto di Dio, il Padre per cui nessuno è straniero”. Il cardinale ha ribadito i numerosi fronti sui quali questa tragedia deve far riflettere: “Pur armonizzata con le esigenze di sicurezza nazionale e della giustizia, la risposta dell’accoglienza è per noi un obbligo morale di carità concreta verso questi poveri. E il fenomeno migratorio impone anche una corresponsabilità da parte della comunità internazionale”. E perché la carità non sia di facciata, occorre che questa emergenza faccia capire “che Lampedusa e la Sicilia sono porte dell’Europa”. Quindi servono sforzi più decisi per portare la giustizia nel Sud del mondo da dove la gente continuerà a fuggire in mancanza di cambiamenti. “È inaccettabile che i Grandi della Terra trovino obiettivi comuni e sforzi condivisi solo per garantire le economie globali. Giustizia e pace vanno garantite anche in quelle periferie che non fanno parte dei circuiti di potere e ricchezza”. (Paolo Lambruschi – Avvenire)