Roma – Il neo Ordinario Militare per l’Italia, mons. Santo Marcianò, nel suo primo messaggio (la nomina è arrivata oggi) nella nuova veste rivolge un pensiero ai migranti arrivati in queste ore a Lampedusa e a coloro che sono morti nel naufragio dello scorso 3 ottobre. “La pace – scrive – è un cammino e i nostri passi devono essere guidati dal desiderio di fare la nostra parte per costruirla. Devono essere passi di dialogo con tutti, di rispetto reciproco e rispetto dei diritti umani; passi di ordine e libertà, di legalità e onestà, di giustizia e solidarietà, di lotta contro i soprusi e la corruzione, contro ogni forma di violenza o discriminazione; passi di protezione delle città dell’uomo, nella loro dimensione sociale e politica, nel loro patrimonio di storia e arte; passi di preservazione della natura e dell’ambiente, di custodia della straordinaria bellezza del Creato. Soprattutto – secondo mons. Marcianò – passi di difesa e promozione di ogni vita umana nella sua stupenda dignità: dei più deboli e poveri, dei piccoli e indifesi, dei carcerati e perseguitati, dei senzatetto e disperati, degli abbandonati ed esclusi, di coloro che vivono diverse forme di malattia o disabilità, dei tanti profughi e immigrati che continuano a sbarcare nelle nostre coste dopo viaggi in cui trovano anche la morte, continuando a sollecitare il nostro impegno e il nostro amore”. Per il neo Ordinario Militare la Chiesa è “senza confini”, spersa nel mondo e presente “dovunque c’è un uomo che ha bisogno dell’annuncio di Cristo, c’è un fratello da soccorrere, c’è una vita da difendere, c’è una pace da custodire”.



