Strage di Lampedusa: lunedì cerimonia ad Agrigento

Lampedusa – La cerimonia di commemorazione delle vittime dei naufragi dei migranti nel mare di Lampedusa avvenuti lo scorso 3 e 11 ottobre, si terrà lunedì pomeriggio ad Agrigento, al Molo turistico di S. Leone, alla presenza dei rappresentanti del Governo e delle Istituzioni. Alla cerimonia non parteciperà il sindaco di Lampedusa, Giusi Nicolini, che nelle stesse ore sarà ricevuta dal presidente della Repubblica al Quirinale. “Sono comunque estremamente amareggiata che questa commemorazione, benché tardiva e a corpi già sepolti, non si faccia a Lampedusa – ha detto il sindaco –. La comunità della mia isola non merita di non essere coinvolta e di essere convocata a decisione già presa”. Intanto, sono cominciati ieri i primi riti funebri per alcune delle vittime della tragedia di Lampedusa. Doppio rito, islamico e cattolico, per cinque immigrati sepolti nel camposanto di Raffadali (Agrigento). Le bare di altre cinque vittime, tutti uomini, sono state tumulate nel cimitero di Sambuca di Sicilia, sempre nell’Agrigentino, dove il comune ha messo a disposizione un’area del camposanto. Nella sua omelia il parroco, osservando i feretri contrassegnati solo da numeri e senza i nomi delle vittime, ha sottolineato l’importanza del rispetto delle persone e della dignità umana. Infine, con una cerimonia funebre officiata da un sacerdote cattolico e dal capo della comunità islamica di Catania, sono state tumulate nel cimitero di contrada Farello, a Gela, le salme di altri sei immigrati morti. Le bare sono state tumulate a terra, in direzione della Mecca. Le modalità di sepoltura non sono però piaciute a don Mussie Zerai, responsabile dell’agenzia Habeshia. «Le bare sono state tumulate in diversi cimiteri. Le famiglie sono arrabbiatissime». Molte telefonate sono giunte dai parenti delle vittime anche per la data troppo ravvicinata che impedirà a chi vive oltre oceano e nel Nord Europa di raggiungere Agrigento lunedì. Sulla tragedia è nuovamente intervenuto il ministro all’Integrazione, Cecile Kyenge, prima di recarsi alla Commissione Ue per un incontro col commissario Cecilia Malmstrom. «Dobbiamo guardare a Lampedusa non solo come a una tragedia ma anche come a un’opportunità per cambiare le nostre visioni», ha detto. (Avvenire)