Ufme: immigrazione sfida per i francescani

Roma – Annuncio del Vangelo nei nuovi contesti sociali e immigrazioni: su queste due fondamentali tematiche saranno incentrati i lavori della undicesima assemblea generale dell’Unione dei frati minori d’Europa (Ufme) che si svolgerà dal 21 al 25 ottobre a Roma. L’assemblea riunisce i ministri delle cinquanta province religiose francescane e rappresenta, oltre a un momento di riflessione e di individuazione di nuove strategie, occasione per rinnovare le cariche elettive. I lavori, spiega frate Paolo Maiello, segretario generale dell’Ufme, avranno al centro «la questione della testimonianza, ovvero come riuscire a diffondere la Parola nel contesto europeo alla luce dei cambiamenti sociali in atto. Cosa direbbe San Francesco agli uomini di oggi? Questa è la domanda a cui si cercherà di dare una risposta». In particolare, aggiunge il segretario generale, «vogliamo essere incarnati in questo tempo della storia umana e dare testimonianza dell’appello di Papa Francesco a raggiungere le periferie esistenziali, dando sostegno a chi ha più bisogno». In Europa, conclude il rappresentante dell’Ufme, «vi è una grossa percentuale di immigrati e dobbiamo favorire il dialogo in un contesto sempre più multiculturale». L’assemblea, che si tiene ogni due anni, sarà aperta dal ministro generale dell’Ordine dei frati minori, padre Michael Anthony Perry, cui seguiranno altri interventi, tra cui in particolare quello del presidente dell’Ufme, frate Carlo Serri; dell’arcivescovo Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione e del vice-presidente della Commissione europea, Antonio Tajani. Dall’assemblea scaturirà un documento finale con proposte concrete sui temi in oggetto. L’Ufme, è spiegato, è un’emanazione dell’Ordine dei frati minori e ha per finalità di promuovere in ambito europeo la reciproca conoscenza delle Provincie e delle Conferenze francescane. Inoltre, tra le linee di azione, vi è anche la testimonianza dei valori evangelici nell’edificazione dell’Europa e la realizzazione di obiettivi comuni nell’ambito della formazione, degli studi, dell’evangelizzazione, della giustizia, della pace e del rispetto del creato. Nel corso dell’ultimo consiglio permanente dell’Ufme è stato pubblicato un documento specifico sull’immigrazione. In esso si sottolinea, fra l’altro, che «l’attuale realtà delle migrazioni in Europa interpella seriamente tutti: individui, società e loro organizzazioni, amministrazioni pubbliche e Chiesa. Nessuno può rimanere estraneo o indifferente davanti a un fenomeno di tale portata». L’Ufme ha sede a Bruxelles e lavora a stretto contatto con le istituzioni civili. L’organismo religioso collabora infatti con il Parlamento europeo, attraverso gruppi di lavoro che si occupano di tematiche specifiche: tra queste vi sono la cultura, lo sradicamento della povertà, i giovani, le donne e l’infanzia. (Osservatore Romano)