Card. Bagnasco: la Migrantes riferimento nell’accoglienza dei migranti

Salerno – Attraverso i cappellani del mare e le strutture pastorali dei porti, le cappelle “Stella Maris”, la Chiesa è chiamata a rivolgere le sue cure anche a «coloro che sulle navi cercano di raggiungere altre nazioni o continenti con la speranza di ottenere migliori condizioni di vita, e di trovare un lavoro che consenta di sostenere i propri parenti rimasti nel paese d’origine». E in ciò la Fondazione Migrantes «attivamente impegnata nell’opera di soccorso e accoglienza dei migranti, rappresenta un autentico riferimento» con cui «le altre strutture della pastorale marittima devono costantemente interagire». Lo ha detto ieri sera il cardinale Angelo Bagnasco, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, aprendo a Salerno, il convegno dell’Ufficio nazionale CEI per l’apostolato del mare. Gli ultimi naufragi di immigrati «in cerca di rifugio e di un futuro nel nostro Paese, ci richiamano – ha aggiunto – al dovere dell’attenzione operosa per ogni persona, specialmente più debole, nella quale dobbiamo riconoscere Cristo, presente in ogni fratello più piccolo». Papa Francesco «ci sollecita costantemente ad assumere una mentalità nuova e a globalizzare la solidarietà. A Lampedusa ci ha ammonito ad aprirci, vivendo l’accoglienza con intelligenza, prontezza generosità». Per il porporato allora «l’impegno della comunità ecclesiale deve essere non occasionale, ma concretizzato in strutture, organismi e iniziative a favore di chi approda in cerca di pace e prosperità, e nella logica del reciproco riconoscimento».