Bologna – Si è riunita nei giorni 24-26 ottobre la Consulta regionale degli Emiliani-Romagnoli nel mondo ancora in un clima politico di turbolenza non sedata, da quando diverse forze politiche regionali ne hanno messo in discussione l’utilità politica e la struttura organizzativa nonché contestato gli eccessivi costi di gestione. Un atteggiamento comunque che incombe, quando più quando meno, su tutte le istanze rappresentative degli emigrati italiani, i Comites all’estero e il CGIE (Comitato Generale degli Italiani all’Estero) in Italia. Una posizione ovviamente respinta unanimemente dagli interessati, ma anche dalle associazioni nazionali che si riconoscono nella CNE (Consulta nazionale Emigrazione). Senza escludere per altro la necessità di opportuni adeguamenti o riforme. La Consulta Emiliano-romagnola ha infatti dialogato il primo giorno con i Consiglieri regionali designati a riformare la Legge regionale n.3/2006 istitutiva della Consulta, Roberta Mori, Gian Guido Naldi, e Andrea Pollastri. Ne è sorto un dibattito vivace con interventi plurimi, anticipati da una presentazione e da indicazioni propositive della Presidente della Consulta stessa, Silvia Bartolini. Se l’orientamento della Giunta alcuni mesi fa era la soppressione della Consulta, ora se ne chiede invece una riforma radicale sia sul numero dei rappresentanti sia sul metodo di lavoro e nell’adeguamento della Presidenza, non più esterna, ma all’interno dell’organico della Regione. Il dibattito più ampio sulla rappresentanza degli italiani all’estero è continuato nel giorno seguente, estendendosi ai citati organi istituzionali rappresentativi senza escludere la stessa circoscrizione estero e quindi il voto degli italiani all’estero in loco e per propri rappresentanti. Ne hanno illustrato natura, propositi ed attese una puntuale relazione di Silvana Mangione (New York/USA), le osservazioni del parlamentare Fabio Porta , Presidente del Comitato permanente degli italiani nel mondo presso la Commissione Affari esteri della Camera dei Deputati e infine il parere del costituzionalista Andrea Morrone dell’ Università di Bologna. Erano presenti diversi rappresentanti delle Consulte regionali dell’emigrazione (Toscana, Basilicata, Marche, Molise, Puglia, Liguria, Friuli-Venezia Giulia,Veneto, Lazio). Ora tutto verrà vagliato dal gruppo incaricato a procedere alla riforma citata. L’esame con esito positivo del programma presentato a suo tempo dalla Consulta Emiliano-romagnola ha permesso di procedere alla presentazione e discussione del programma di lavoro triennale 2013-2015. Infine l’invitato permanente della Fondazione Migrantes, mons. Silvano Ridolfi ha avuto modo di presentare ai convenuti il Rapporto Italiani nel Mondo 2013 pubblicato recentemente dalla Fondazione della Cei. (S.R.)



