Roma – Domenica 24 novembre, alle ore 15, nella basilica di Santa Maria Maggiore, i fedeli filippini e quelli romani pregheranno insieme nella celebrazione eucaristica promossa dalla diocesi di Roma per ricordare le vittime del tifone Haiyan, che ha colpito le Filippine nei giorni scorsi. A presiedere la liturgia sarà il vescovo ausiliare per il settore Centro di Roma, monsignor Matteo Zuppi, incaricato del Centro diocesano per la cooperazione missionaria tra le Chiese. Le offerte raccolte durante la Messa saranno interamente devolute alla popolazione filippina. Dopo i 30mila euro offerti dalla diocesi di Roma, quella di domenica 24 sarà un’ulteriore occasione per esprimere vicinanza concreta ai superstiti della calamità che anticiperà la Giornata di fraternità del primo dicembre, quando saranno chiamate a partecipare con una colletta tutte le diocesi d’Italia. Tra i concelebranti della liturgia di domenica ci saranno monsignor Pierpaolo Felicolo, direttore dell’Ufficio Migrantes diocesano; padre Ricky Gente, cappellano della comunità filippina che fa capo alla chiesa di Santa Pudenziana al Viminale; padre Greg Ramon Gaston, rettore del Pontificio Collegio Filippino, e molti dei cappellani dei 56 centri pastorali della comunità asiatica sparsi per il territorio della Capitale. “I filippini a Roma sono più di 34 mila – spiega padre Gente -. Le prime comunità sono arrivate trent’anni fa, oggi vivono in tutte le zone della città, da Acilia a Corso Francia. Frequentano i diversi centri pastorali mentre a Santa Pudenziana celebriamo ogni domenica quattro Messe, a cui partecipano in media 1.400 persone”. Qualcuno, dopo il tifone, è tornato in patria per cercare gli amici e i parenti dispersi o a dare una mano. I più sono rimasti qui: “La situazione sta migliorando, le comunicazioni sono state ripristinate – dice il cappellano -. Si riescono a chiamare i familiari che vivono nelle Filippine e sapere come stanno. Ma ci vorrà almeno un mese per conoscere il numero effettivo delle vittime”. La chiesa del Viminale è frequentata anche da italiani: “In questi giorni ne arrivano tantissimi, con vestiti, coperte e offerte di denaro – racconta il cappellano -. Tutti stanno dimostrando grande solidarietà e simpatia verso la nostra comunità”. Una comunità dalla “fede intensa e semplice”, commenta monsignor Felicolo: “anche se li conosco e li frequento da anni – sono rimasto molto colpito da come stanno affrontando questa situazione drammatica. Si confortano e sostengono a vicenda. Questo non toglie il dolore ma lo orienta in qualche modo. La fede è davvero nel tessuto di questo popolo”.



