Varsavia – Il traffico di esseri umani di nuovo al centro dell’attenzione degli esperti internazionali nella conferenza “Mettere le vittime al primo posto” di Varsavia. I dati Eurostat mostrano che nel triennio 2008-2012 “oltre 7 mila donne e oltre 2 mila uomini dei Paesi dell’Ue sono stati identificati o presunti come vittime”; il 15% sono bambini. Cresce quindi la schiavitù di cittadini dell’Ue e aumenta, secondo Bernd Hemingway, dell’Organizzazione internazionale per la migrazione (Iom), “il traffico e lo sfruttamento per il lavoro, mentre pochi anni fa si parlava prevalentemente di traffico per sfruttamento sessuale”. Il 21% delle persone coinvolte sarebbero vittime della tratta per sesso, il 48% per lavoro. Dalla conferenza, conclusasi ieri, informa l’agenzia SIR, e della quale viene diffuso un comunicato finale, i circa 220 partecipanti da 34 Paesi hanno formulato alcune raccomandazioni: “Il crimine può essere esportato oltre le frontiere in Europa. Lo stesso non vale con la giustizia. Occorre armonizzare la legislazione in modo che le vittime della tratta vengano aiutate allo stesso modo”, in tutti i Paesi; “le agenzie governative devono cooperare più strettamente”, come ad esempio nel caso di polizia e i sindacati. “La comunità imprenditoriale deve impegnarsi contro il traffico di esseri umani”. E infine: “Ogni Paese deve avere una rete funzionante di centri di crisi che offrano protezione alle vittime”.



