“Anche noi….nati per donare”

Roma – La donazione del sangue cordonale come strumento per poter essere d’aiuto a chi necessita di un trapianto di cellule staminali ematopoietiche, ma anche come traguardo di un percorso di avvicinamento e integrazione, per un accesso alle cure egualitario: è questo l’obiettivo che la nuova campagna di sensibilizzazione al dono del sangue del cordone ombelicale promossa dalla Federazione Italiana Adoces – Associazioni donatori cellule staminali – (che per prima in Italia nel 2009 ha avviato un’iniziativa nazionale di comunicazione sulla tematica), presentata a Roma, Palazzo San Macuto – sede delle commissioni parlamentari bicamerali – si pone. Se “Nati per donare”, l’iniziativa inaugurata nel 2012 con il patrocinio del Ministero della Salute e grazie alla collaborazione con le 800 biblioteche della rete Aib (Associazione Italiana Biblioteche), aveva puntato a potenziare la rete di diffusione delle informazioni per condurre le future madri italiane ad una scelta consapevole, “Anche noi… Nati per donare” allarga il “proprio pubblico”, realizzando strumenti e modalità innovativi, rivolgendosi alle donne immigrate ma anche alle donne portatrici di handicap sensoriali. “Vogliamo – ha detto Licinio Contu, presidente della Federazione Italiana Adoces – porre l’attenzione sull’uguaglianza dei diritti dei malati nell’accesso alle cure sanitarie. Venticinque anni veniva effettuato il primo trapianto di sangue cordonale al mondo e da allora sono stati fatti enormi passi avanti (oltre 1.300 trapianti in Italia), ma solo per le persone di etnia caucasica occidentale. In provincia di Treviso, per la prima volta, si è pensato di trovare una soluzione anche per i pazienti appartenenti a gruppi etnici diversi”. Attualmente nelle 19 banche pubbliche italiane sono presenti 35 mila donazioni solidali, quasi esclusivamente provenienti da donne italiane. Molte di esse sono state utilizzate per i trapianti di malati italiani o di persone appartenenti all’etnia caucasica (in Italia al 31 agosto 2013 ben 1.274, Fonti IBMDR e Centro Nazionale Sangue ISS). Il fabbisogno nazionale dovrebbe essere almeno raddoppiato, inserendo anche unità che rappresentino le caratteristiche genetiche di tutti i cittadini che vivono nel nostro Paese e in ambito europeo.