La migrazione globale delle lingue: oggi la presentazione dello Speciali “Studi Emigrazione”

Roma – “Pluralismo linguistico e prospettive educative”: questo tema del numero monografico della rivista “Studi Emigrazione” che sarà presentato oggi a Roma curaro da Massimo Vedovelli. Non sorprende più oggi sentire giovani e bambini figli di immigrati esprimersi in italiano corrente, spesso con inflessioni dialettali, e non senza l’uso disinvolto di espressioni gergali. Con altrettanta disinvoltura, gli stessi giovani e ragazzi cambiano lingua nelle relazioni con i famigliari, con parenti, amici, conoscenti connazionali, che vivono in patria o all’estero. Bilinguismo e plurilinguismo, non rappresentano più, nel mondo di oggi, qualcosa di straordinario, ma un fenomeno del tutto normale. Per Vedovelli: “il mondo globale e post-globale della illimitata mobilità delle merci e delle persone, è anche il mondo dell’illimitato contatto e miscuglio delle forme simboliche, dei linguaggi e delle lingue che danno forma al modo di essere, alle identità, alle forme di vita delle persone e dei loro prodotti: forme di vita che sono le culture, le identità, che si vedono rimesse globalmente in gioco dalle nuove forme dei contatti tra le persone”. Ciononostante in molti paesi e nei rispettivi sistemi scolastici si considera la presenza di lingue diverse come un disturbo o qualcosa di esotico, a meno che non si tratti di lingue di prestigio come l’inglese o il francese. La presenza ormai strutturale in Italia di immigrati e comunità straniere interroga il presente e il futuro delle politiche educative e sociali, soprattutto in relazione all’educazione linguistica intesa in primo luogo come capacità comunicativa. La tavola rotonda si propone di mettere a fuoco questi temi.