Usa: iniziative dell’episcopato per la protezione dei migranti

Washington – Un invito alla preghiera e all’impegno personale contro il traffico e lo sfruttamento degli esseri umani: a lanciarlo è l’episcopato cattolico negli Stati Uniti, in una recente nota nella quale si richiama la questione delle persone, sia adulti che minori, che rimangono vittime della tratta o della schiavitù. In particolare, si cita come dato i circa 20.000 immigrati che ogni anno attraversano i confini del Paese e che sono privati della loro dignità, restando intrappolati nello sfruttamento sessuale o nel lavoro forzato. Per caratterizzare questo impegno, la Conferenza episcopale ha stabilito che l’8 febbraio sia celebrato negli Stati Uniti come giornata di sensibilizzazione su questo problema. “In quel giorno – ha affermato il vescovo ausiliare di Seattle, Eusebio L. Elizondo, presidente del Comitato sulla migrazione dell’ episcopato – alzeremo la nostra voce nella preghiera, nella speranza e nell’ amore a favore delle vittime della tratta. Se anche soltanto qualcuno in quel giorno si renderà conto che una persona che conosce è vittima della tratta, allora avremo fatto la differenza”. Durante i primi mesi del 2014, l’ episcopato esorterà tutte le parrocchie a mettere in atto iniziative di sensibilizzazione. In particolare, in occasione della Settimana nazionale dedicata alle migrazioni (5-11 gennaio) sarà promossa la distribuzione di materiale per approfondire la riflessione. Peraltro nel Paese è da tempo atteso il varo di una riforma della legge sull’immigrazione. L’episcopato preme da lungo tempo presso il Congresso per l’approvazione di una legge che garantisca una migliore protezione dei diritti e delle aspettative di coloro che cercano un futuro migliore. Una quota considerevole di migranti proviene tradizionalmente dal Messico. Nel 2003 è stata pubblicata una lettera congiunta dei presuli statunitensi e messicani, dal titolo Strangers no longer together on the journey of hope. In essa si ricorda che “la dottrina cattolica ha una lunga e ricca tradizione nella difesa del diritto di migrare. Fondata sulla vita e gli insegnamenti di Gesù, la dottrina della Chiesa ha fornito la base per lo sviluppo di principi fondamentali riguardanti il diritto di migrare per coloro che cercano di esercitare i diritti umani che sono stati dati loro da Dio”. L’impegno della comunità cattolica è affinché “il vostro sia veramente un viaggio di speranza, non di disperazione, così che, al punto di arrivo, possiate sperimentare di non essere più stranieri, ma invece membri della famiglia di Dio”. Nel 2013, è spiegato nel sito dell’episcopato, è stato lanciato lo “Amistad Movement” un movimento per prevenire e potenziare la lotta contro lo sfruttamento e il traffico di esseri umani. La Conferenza episcopale è inoltre tra i membri fondatori della “Coalition of Catholic Organizations against Human Trafficking” che, fra l’altro, si occupa di dare sostegno alle iniziative legislative in materia. (Osservatore Romano)