Genova – Chi arriva a Genova da un paese straniero quale realtà trova? E’ accolto o respinto? “Facciamo finta di essere accoglienti ma lo straniero ci fa paura. Che fine ha fatto la Genova porto di mare che accoglieva tutti indiscriminatamente?”, si chiede il Direttore diocesano dell’ufficio Migrantes mons. Giacomo Martino. Genova è ancora città che accoglie? “Quasi mai, stiamo diventando una città di perbenisti, si predica bene e si razzola male”, chiosa don Giacomo. “Ci si scandalizza per il dramma di Lampedusa ma nel quotidiano si gira la testa dall’altra parte”. Anche Papa Francesco ha di recente lanciato un duro monito sul tema. “Alcuni strumentalizzano i poveri per interessi personali. Questo è un peccato grave perché è usare i bisognosi. Usare Gesù per la propria vanità”. “Anche Gesù fu un profugo, è un dovere accogliere i migranti”, ha detto con forza Papa Francesco. Solidarietà e accoglienza in città sono garantiti dal lavoro dell’ufficio diocesano Migrantes, nato principalmente per accompagnare i cattolici in movimento ad un primo inserimento. Come? “Inserendo il migrante all’interno della propria comunità di fede già presente sul territorio”, spiega Don Giacomo Martino. “La parola d’ordine è incontrarsi. Amici si diventa, con il tempo”. E in occasione della 100a Giornata Mondiale del Migrante, prevista per il prossimo 19 gennaio, la comunità di Genova si incontra grazie alla preghiera ma anche al cibo, con due serate gastronomiche Mondiali! Dal 16 al 19 Gennaio i Migrantes e Genova diventano una cosa sola con un incontro di preghiera, due serate gastronomiche e la messa in cattedrale celebrata dal Cardinale Arcivescovo Angelo Bagnasco.



