Milano – Nel 2012 sono stati 120mila i nuovi permessi di soggiorno concessi per ricongiungimenti familiari, 67mila per lavoro, 31mila per studio e 30 mila per altri motivi di cui solo 4mila per rifugiati o in protezione sussidiaria, 2mila per ragioni umanitarie, 4mila minori non accompagnati e 563 per vittime di tratta. Escludendo i rumeni e in generale tutti i cittadini non comunitari che non necessitano di tali permessi, al 1° gennaio 2013 ne risultavano validi un totale di 3,8 milioni di cui la maggior parte (2,1 milioni) ormai a tempo indeterminato. La scarsa attrattività attuale del mercato del lavoro italiano è – informa la newsletter dell’Ismu – dunque testimoniata dal nuovo dimezzamento dei permessi concessi per motivi di lavoro rispetto al 2011, quando si erano già ridotti di due terzi rispetto ai circa 350mila del 2010. Sono pure nuovamente in flessione, ma molto più contenuta, i ricongiungimenti familiari, che comunque nel 2010 si avvicinavano alle 200mila unità. Per chi rimane in Italia la presenza si fa dunque più stabile e consolidata, con una quota di permessi a tempo indeterminato che raggiunge nel 2012 il 55% a fronte del 52% del 2011 e del 46% del 2010. Le nazionalità che registrano più ingressi per famiglia rispetto a quelli per lavoro sono l’albanese (in rapporto di 3,4 a uno) e la marocchina (2,5 a uno), da più tempo in Italia e ormai insediati. Per quanto riguarda i ricongiungimenti familiari, 55mila (il 46%) sono permessi rilasciati ai partner, 43mila (il 36%) ai figli e 21mila (il 18%) ad altri membri. Per ciò che concerne i permessi per lavoro, 2mila (il 3%) sono stati concessi per personale altamente qualificato o ricercatori e 10mila (il 15%) per stagionali.



