Città del Vaticano – Le persone consacrate sono “segno di Dio” nei diversi ambienti di vita, sono “lievito per la crescita di una società più giusta e fraterna”, “profezia di condivisione con i piccoli e i poveri”. Lo ha detto ieri mattina Papa Francesco ieri mattina prima della preghiera dell’Angelus nella la festa della Presentazione di Gesù al tempio. In questa data – ha ricordato il Papa – ricorre anche la Giornata della vita consacrata, che richiama “l’importanza per la Chiesa di quanti hanno accolto la vocazione a seguire Gesù da vicino sulla via dei consigli evangelici”. Per Papa Francesco la vita consacrata “ci appare proprio come essa è realmente: un dono di Dio! Ogni persona consacrata è un dono per il Popolo di Dio in cammino. C’è tanto bisogno – ha poi aggiunto – di queste presenze, che rafforzano e rinnovano l’impegno della diffusione del Vangelo, dell’educazione cristiana, della carità verso i più bisognosi, della preghiera contemplativa; l’impegno della formazione umana e spirituale dei giovani, delle famiglie; l’impegno per la giustizia e la pace nella famiglia umana”. La Chiesa e il mondo – ha sottolineato il pontefice – hanno “bisogno di questa testimonianza dell’amore e della misericordia di Dio. Perciò è necessario valorizzare con gratitudine le esperienze di vita consacrata e approfondire la conoscenza dei diversi carismi e spiritualità. Occorre pregare perché tanti giovani rispondano ‘sì’ al Signore che li chiama a consacrarsi totalmente a Lui per un servizio disinteressato ai fratelli”. Per tutti questi motivi il prossimo anno – 2015 – sarà dedicato in modo speciale alla vita consacrata. “Affidiamo – fin da ora questa iniziativa all’intercessione della Vergine Maria e di san Giuseppe, che, come genitori di Gesù, sono stati i primi ad essere consacrati da Lui e a consacrare la loro vita a Lui”. Dopo l’Angelus papa Francesco ha ricordato la Giornata per la Vita che si celebrava ieri in Italia con il tema “Generare futuro”. “Rivolgo il mio saluto e il mio incoraggiamento alle associazioni, ai movimenti e ai centri culturali impegnati nella difesa e promozione della vita”, ha aggiunto: “mi unisco ai Vescovi italiani nel ribadire che ‘ogni figlio è volto del Signore amante della vita, dono per la famiglia e per la società’. Ognuno, nel proprio ruolo e nel proprio ambito, si senta chiamato ad amare e servire la vita, ad accoglierla, rispettarla e promuoverla, specialmente quando è fragile e bisognosa di attenzioni e di cure, dal grembo materno fino alla sua fine su questa terra”. Il pensiero del papa è andato poi “alle care popolazioni di Roma e della Toscana, colpite dalle piogge che hanno provocato allagamenti e inondazioni. Non manchi a questi nostri fratelli, che sono nella prova, la nostra solidarietà”. (R. I)



