L’accoglienza dei migranti a Lampedusa: Caritas e Migrantes incontrano il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Patroni Griffi

Roma – “Revisione delle politiche di accesso al territorio italiano e facilitazione del rilascio dei visti presso le ambasciate italiane all’estero, che dovranno necessariamente essere rafforzate per adempiere il compito”; “revisione nelle procedure di affidamento in gestione dei Centri di Accoglienza, evitando il sistema delle gare al ribasso, ma favorendo sistemi di accoglienza integrata che diano priorità alla qualità dell’accoglienza e all’impatto sociale della stessa”; “maggiori controlli nei confronti delle strutture di accoglienza e applicazione di sanzioni in caso di violazione delle Convenzioni”. Sono questi alcune delle richieste formulate dalla Caritas Italiana e dalla Fondazione Migrantes nell’incontro avuto ieri sera con il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Filippo Patroni Griffi. A guidare la delegazione di Caritas e Migrantes il Presidente della Commissione CEI per le Migrazioni e Presidente di Migrantes, monsignor Francesco Montenegro e dal Sottosegretario CEI, don Bassiano Uggè. Tema al centro della discussione la situazione difficile di Lampedusa e le misure di accoglienza delle persone migranti che sbarcano sull’isola, con proposte concrete di intervento urgente per far fronte alla situazione. All’incontro hanno partecipato anche mons. Giancarlo Perego, Direttore Generale della Fondazione Migrantes; mons. Francesco Soddu, Direttore di Caritas Italiana; don Mimmo Zambito, parroco di Lampedusa, don Stefano Nastasi, ex parroco di Lampedusa e il Direttore della Caritas diocesana di Agrigento, Valerio Landri. In materia di Protezione internazionale e alla organizzazione del Sistema di accoglienza sul territorio italiano, gli Organismi Pastorali della CEI, Caritas e Migrantes, hanno presentato una breve analisi del fenomeno delle migrazioni forzate sul nostro territorio nazionale. “Il costante flusso di migrazioni forzate provenienti dal Nord Africa ha fortemente sollecitato il nostro sistema nazionale di accoglienza – si legge nel testo – che in più occasioni ha mostrato delle debolezze a cui si è fatto fronte con interventi di carattere emergenziale”. La cosiddetta “Emergenza Nord Africa” è stata “in tal senso paradigmatica e gli effetti di quella vicenda si stanno ancora riverberando sui territori che, contestualmente, stanno affrontando il peso di nuovi arrivi che non sembrano più fermarsi nemmeno durante la stagione invernale”. In merito alle iniziative da intraprendere invece nei confronti del contesto sociale lampedusano, in considerazione dello “straordinario ed eccezionale impatto sociale che il fenomeno dell’immigrazione ha nei confronti dello stesso, si ritiene inoltre di dover riconoscere particolare attenzione al sostegno alla realizzazione di un piano regolatore e sociale per l’isola di Lampedusa, che ripensi gli spazi e i luoghi della salute, della scuola, in particolare, vista l’inadeguatezza delle strutture”. A tale scopo si propone il potenziamento del presidio sanitario locale che, già “inadeguato” a far fronte alle esigenze della popolazione autoctona, si trova a dover fronteggiare emergenze sanitarie legate alla popolazione migrante in transito; l’apertura all’interno del Presidio Sanitario locale di un reparto di ginecologia-ostetricia-neonatologia che possa consentire alle donne lampedusane di essere seguite durante la gravidanza e di partorire sull’isola in sicurezza e, contestualmente, di garantire assistenza alle donne migranti arrivate in stato di gravidanza o di accertare episodi di violenza sessuale subiti durante il viaggio; l’attenzione alle problematiche legate a traumi che le persone migranti che arrivano sull’isola vivono, con particolare riguardo alle situazioni di violenze, prevedendo appositi servizi di supporto psicologico e di mediazione socio-culturale; la ristrutturazione urgente e l’ampliamento del Presidio scolastico dell’Isola, così che possa prevedere attività e sostegno ai minori in età scolare che arrivano sull’isola. (Raffaele Iaria)