Siracusa: una rete di tutor per i ragazzi smarriti

Siracusa – Lampedusa ha rappresentato per anni l’approdo di decine di migliaia di migranti provenienti dalla sponda Sud del Mediterraneo. Un sogno che si è spesso infranto sulle onde di quel braccio di mare, per le condizioni del meteo avverse o per la cattiveria degli scafisti. Come il 3 ottobre scorso, quando un barcone stracarico colò a picco dopo un incendio. Una strage. Nasce per prevenire questi naufragi l’operazione militare e umanitaria denominata Mare Nostrum, avviata appunto il 18 ottobre 2013 con personale e mezzi navali ed aerei della Marina Militare e di tutte le forze dell’ordine italiane. Navi che in mezzo al mare traggono in salvo migranti alla deriva, li trasbordano e li conducono in porto, in Sicilia. È l’Isola a caricarsi il fardello più pesante dell’accoglienza. Lo ha sempre fatto. In prima fila, le diocesi siciliane con le loro Caritas (Siracusa, Ragusa, Agrigento, Palermo, Noto, Messina, Piana, Trapani, Mazara), le associazioni di volontariato, le famiglie aperte alla cura dei minori stranieri. Alcuni volontari di Siracusa, in poco tempo hanno messo su una rete di tutor per un esercito smarrito di ragazzi tra i 10 e i 17 anni, fondando un’associazione dedicata alla tutela dei minori stranieri soli. Sono 75 le persone iscritte ad “AccoglieRete”, tutte disposte a prendersi cura di questi migranti speciali. (Ale.Tur. – Avvenire)