Tunisia, il risveglio della democrazia: un convegno a Vicenza

Vicenza – Il primo Paese visitato dal neo Presidente del Consiglio Matteo Renzi è stato la Tunisia. Perché questo Paese è così importante dal punto di vista geopolitico e culturale? Come mai la Tunisia con Bourghiba è riuscita a diventare un Paese modello “islamicamente laico” e all’avanguardia rispetto ai suoi vicini? E’ possibile coniugare intelligentemente Islam e laicità, e che la nuova Costituzione trovi applicazioni che rispettino effettivamente il principio di uguaglianza tra uomini e donne, cioè tra cittadini e cittadine, senza alcuna discriminazione di fronte alla legge, come sancito dall’articolo 20? Sarà un dialogo sull’attuale fase di transizione e sulla condizione femminile in Tunisia, quello che sabato 15 marzo alle ore 16 nel Palazzo delle Opere Sociali a Vicenza, vedrà come protagonista principale Leila El Houssi, italo-tunisina, docente all’Università di Firenze, presentando il suo libro, edito da Carrocci, “Il risveglio della democrazia”. Organizzato dall’Unione Immigrati della provincia di Vicenza, dalla comunità tunisina residente e in collaborazione con il Comune di Vicenza-Assessorato alla Comunità e Famiglia e con l’Ufficio Migrantes della diocesi, l’incontro mira a conoscere più a fondo le delicate dinamiche presenti in questo bellissimo Paese alla vigilia della prossima tornata elettorale. “Chi ha visto e vissuto la Tunisia del passato non può che nutrire grandi speranze per questo Paese, oggi in piena evoluzione e con una nuova Costituzione che introduce importanti principi quali libertà di coscienza, uguaglianza tra cittadini e cittadine e la libertà di espressione. La Tunisia sta lentamente riacquistando la dignità”. Nel suo libro El Houssi ripercorre la storia del suo “altro Paese”, dall’indipendenza e l’avvento del presidente Bourghiba, il modernizzatore, con autentiche innovazioni per il mondo arabo: l’adozione dello Statuto personale alla fine degli anni Cinquanta, l’introduzione del divorzio – arrivata in Italia venti anni dopo -, l’abolizione della poligamia”. Tutti primati, sostiene El Houssi. Ne segue l’era di Ben Ali fino alla rivolta dei Gelsomini e le grandi speranze. Poi, dopo il cambio di rotta del partito di maggioranza relativa, Ennahda, e l’eliminazione a quel riferimento alla “complementarità tra uomo e donna” che fece scendere in piazza le donne tunisine, tutte, laiche e osservanti, non stupisce la reintroduzione nella nuova Costituzione del principio di uguaglianza tra cittadino e cittadina. Certo, bisognerà poi vedere in che modo la Costituzione da poco entrata in vigore verrà applicata, dato che il partito Ennahda ha al suo interno diverse anime, quella moderata e quella più oltranzista. Un’occasione, sostiene Saloua Ghribi dell’Unione Immigrati e moderatrice dell’evento con Luciano Carpo, perché le stesse donne immigrate manifestino la consapevolezza dei loro diritti nella patria d’origine e in Italia. Chiuderà la riunione l’assessore alla comunità e alla famiglia, Isabella Sala, parlando su “ donne e istituzioni, tra ricordi e speranze”.