Roma – Ore di impegno straordinario per le navi della Marina militare che in due giorni hanno tratto in salvo 2.128 migranti. Una quindicina di barconi salpati dalla Libia, carichi soprattutto di profughi siriani, sottolinea l’UNHCR. Il premier Renzi alla Camera ringrazia i soccorritori scatenando l’applauso unanime dei deputati, tranne Lega e M5S. L’apprezzamento per l’operazione italiana non allevia le preoccupazioni delle organizzazioni umanitarie, vista la saturazione delle strutture di accoglienza. Il primo gruppo di profughi a essere salvati dalle onde sono stati i 596 raccolti lunedì dalle navi Grecale e Sfinge. Poi tra martedì e mercoledì la Marina con l’unità anfibia San Giusto, la fregata Euro e il pattugliatore Cigala Fulgosi, assieme alle motovedette 302 e 315 della Guardia Costiera ha intercettato altri 13 barconi carichi di 1.532 persone. Il comando generale delle Capitanerie di porto ha dirottato sul luogo anche tre navi mercantili. Purtroppo c’è da registrare un morto, deceduto su uno dei barconi probabilmente “per intossicazione da esalazioni di vapori di idrocarburi”, spiega la Marina. Un altro migrante con insufficienza respiratoria è stato elitrasportato a Catania. “Tutti barconi provenienti dalla Libia”, spiega Flavio Di Giacomo, portavoce dell’Organizzazione internazionale delle migrazioni. “È la prima volta che assistiamo a un’ondata di arrivi così concentrata”. Numeri, dice l’OIM, che confermano la necessità di prorogare Mare Nostrum. “Nei primi tre mesi del 2013 furono registrati 500 arrivi – spiega l’OIM – quest’anno si sono moltiplicati: 5.475 persone, senza gli ultimi arrivi. L’Ue dovrebbe riconoscere il ruolo importante del salvataggio in mare e valutare urgentemente altre forme di protezione dei migranti in paesi di transito”. “Non è un’ondata straordinaria di arrivi – puntualizza il Consiglio italiano dei rifugiati – perché il flusso non si è mai veramente interrotto. Per la prima volta c’è stato un costante movimento anche nei mesi invernali. Sono soprattutto siriani, palestinesi ed eritrei. Non parliamo quindi di migranti economici – sottolinea il direttore del CIR Christopher Hein – ma di persone che fuggono da conflitti”. Il CIR plaude a Mare Nostrum: “Da ottobre a oggi non c’è stato nessun naufragio. Ma i centri in Italia sono sovraffollati”. “I siriani stanno cercando a migliaia di salvarsi – conferma Carlotta Sami, portavoce UNHCR per il Sud Europa – correndo rischi, con donne e bambini che partono da Libia ed Egitto. Ma il sistema di accoglienza non può sopportare da solo tutto il peso”.
(L. Liverani – Avvenire)



