Bruxelles – “L’Europa è un continente in movimento e l’immigrazione – interna e dall’esterno – ha un impatto sulla vita dell’individuo e della società”. L’UE ha “una frontiera esterna comune. La responsabilità dell’accoglienza e dell’integrazione dei migranti e dei richiedenti asilo deve essere condivisa in maniera proporzionata dagli stati membri. E’ vitale che il trattamento dei migranti al punto d’accesso al territorio sia umano, che i loro diritti umani vengano scrupolosamente rispettati, e che di conseguenza ogni sforzo venga compiuto, anche da parte delle Chiese, per assicurare un’integrazione efficace nelle società riceventi all’interno dell’UE”. Lo si legge nella dichiarazione dei vescovi europei, presentata a Bruxelles nei giorni scorsi dal cardinale Reinhard Marx a nome della Comece, Commissione degli episcopati della Comunità europea. Il documento vorrebbe costituire un contributo dei vescovi dei Paesi aderenti Ue in una fase particolarmente travagliata per l’Europa, segnata dalla crisi economica, da un diffuso senso di sfiducia, dai populismi e dai nazionalismi. I presuli ricordano “che tutte le aree delle politiche socio-economiche sono sorrette da una visione dell’uomo radicata in un profondo rispetto della dignità umana. La vita umana deve essere protetta dal momento del concepimento fino a quello della morte naturale”.



