Nogales – Nogales, in Arizona, è una cittadina polverosa di circa 20mila abitanti che si arrangiano con redditi ben vicini alla soglia della povertà. Arida, e apparentemente ferma nel tempo da più di 100 anni, non sembra una destinazione ambita per un immigrato latinoamericano in cerca di fortuna negli States. Ma Nogales è divisa in due, separata da una barriera di metallo alta cinque metri da Nogales, Mexico. Ed è uno dei punti di confine più pericolosi per il traffico di persone e di droga negli Stati Uniti. Poco più di un mese fa, sotto le case di Nogales gli agenti frontalieri americani hanno scoperto e smantellato un tunnel che passava da una parte all’altra del confine. E sulle colline ai lati della città corrono decine di sentieri che gli immigrati irregolari percorrono per arrivare negli Usa. È da lì che martedì prossimo un gruppo di vescovi americani comincerà un pellegrinaggio nel deserto. Per onorare la memoria delle oltre 6mila persone trovate morte nel deserto di Sonora dal 1998 ad oggi, i vescovi percorreranno parte della loro strada in preghiera. Quindi si riuniranno presso la recinzione di confine per celebrare una Messa in memoria di tutti gli immigrati che sono morti inseguendo il sogno di una vita migliore negli Stati Uniti. A guidarli sarà il cardinale Seán O’Malley, arcivescovo di Boston e membro del consiglio di otto cardinali consiglieri del Papa, oltre che della commissione vaticana per la protezione dei bambini. I vescovi intendono ”rivolgere l’attenzione internazionale alle conseguenze umanitarie di un sistema migratorio in pezzi come quello americano e richiamare il Congresso ad approvare una riforma dell’immigrazione”. (E.Mol. – Avvenire)



