Porto Empedocle – E’una debole pioggia ad accogliere, al suo ingresso nel porto di Porto Empedocle, il pattugliatore Cassiopea della Marina Militare italiana, con il suo carico di vita che emoziona e commuove quanti sulla banchina attendono il suo arrivo nella tarda serata di venerdì. “354 persone, 288 uomini, 26 donne, 25 minori accompagnati e 11 minori non accompagnati”, sono i numeri che fornisce Paolo Sirna, vice questore vicario della Questura di Agrigento. Quello che colpisce è la presenza di tanti nuclei familiari.
Ventiquattro famiglie provenienti da Nigeria, Eritrea, Palestina, Siria hanno abbandonato tutto nella speranza di un futuro migliore. Colpiscono i volti dei bambini stretti ai genitori che cercano di proteggerli dall’inusuale freddo di questa sera primaverile. Sono proprio i bambini a colpire l’attenzione. Il primo a sbarcare, avrà due anni, si aggrappa al collo dell’operatrice sanitaria che cerca di calmare il suo pianto. Poi ci sono quelli che ti lanciano un sorriso anche se negli occhi non c’è la spensieratezza dei bimbi. Cinque le donne in avanzato stato di gravidanza. Sono impaurite, stringono le mani dei mariti mentre i marinai le aiutano a scendere dalla nave. Sono giovani, il viso addolcito dalla vita che portano in grembo e per la quale hanno cercato un futuro migliore.
La maggior parte proviene dalla Siria (74), seguono Gambia, Marocco, Eritrea. Tutti, dopo lo sbarco, sono stati accompagnati a Villa Sikania, una struttura a pochi chilometri da Porto Empedocle in cui sono stati accolti e rifocillati. Difficile dire se anche questi migranti, come avvenuto per altri poche settimane fa, decideranno di “scappare” dal centro per lasciare la Sicilia.
Intanto le parrocchie di Agrigento, coordinate dalla Caritas diocesana e dall’arcivescovo di Agrigento e presidente della Fondazione Migrantes, Francesco Montenegro, come fatto già nei giorni scorsi, si stanno mobilitando per offrire ripari sicuri, pasti caldi e nuovi abiti, se la situazione lo renderà necessario. (Marilisa Della Monica)



